Per love boat e traghetti 4 big in corsa
Scaduti i termini per comprare Porto 2000 Chi vincerà dovrà sborsare oltre 30 milioni
LIVORNO. Alla fine il portalettere ha lasciato nella cassetta della posta di palazzo Rosciano quattro buste contenenti altrettante manifestazioni d’interesse per acquistare la maggioranza delle quote di Porto 2000 e diventare di conseguenza il nuovo gestore dello scalo passeggeri.
E’ un segnale importante, che racconta almeno tre cose. La prima: le prospettive delle nostre banchine, in particolare per quanto riguarda le crociere, core-business di Porto 2000, sono di crescita anche nel lungo termine, altrimenti non si sarebbero fatti avanti grandi investitori che dovranno sborsare oltre nove milioni per acquisire il 66% della società con un impegno almeno trentennale e garantire investimenti che si aggireranno attorno ad altri 20, 25 milioni. E’ una gran bella notizia per la città, considerando anche la ricaduta che le love boat hanno sul commercio del centro. Per capirsi: se i grandi armatori o i grandi terminalisti, o entrambi in sinergia, che si trovano davanti un mappamondo per scegliere dove portare i loro dobloni, decidono di investire qui significa che sono straconvinti che questo porto e questo territorio abbiano grosse prospettive di business, dunque di sviluppo.
La seconda: l’intesa, il feeling, tra chi guida il nostro scalo, cioé Port Authority, e il mondo dei grandi armatori e terminalisti funziona. Da palazzo Rosciano insomma si è saputo agganciare pienamente l’attenzione dei grandi players e offrire ciò che per loro può essere attrattivo. L’argomento potrebbe sembrare di poco conto (o scontato) e invece è fondamentale oltreché ben augurante in vista di un altro bando - dieci volte più grande o quasi - che è quello della Darsena Europa. Se i due mondi avessero parlato lingue diverse, sarebbe stato un grosso problema. In questo senso l’approvazione del Piano regolatore portuale, ma già prima i problemi legati alle banchine - in particolare la diatriba tra Porto 2000 e Compagnia per l’Alto Fondale - risolti dalla Port Authority sono risultati decisivi. Difficilmente infatti - nonostante la geografia di Livorno come porto della Toscana - si sarebbe registrato il ritorno delle grandi compagnie e ora questa pioggia di interesse.
La terza: avevano ragione Giuliano Gallanti e Massimo Provinciali quando sostenevano - a fronte di chi riteneva che il bando sarebbe stato un flop - che era necessario andare avanti sulla via della privatizzazione, non solo perché così prevede la legge ma anche per rafforzare tutto l’asset dello scalo passeggeri. D’altra parte, da questo punto di vista, i requisiti per partecipare non lasciano dubbi sulla larghezza delle spalle di chi concorrerà per diventare il socio di maggioranza di Authority e Camera di Commercio in Porto 2000: precedente gestione di un terminal passeggeri con volume di almeno 4 milioni di passeggeri negli ultimi 3 anni, e possibilmente essere gestore di linee di navigazione o tour operator crocieristico con 30 milioni di fatturato nell’ultimo triennio.
Il bando è scaduto ieri ed è emblematico che se alla prima scadenza - il 4 settembre - non era arrivata alcuna manifestazione d’interesse, negli ultimi giorni - nonostante niente sia cambiato nel bando - siano arrivati quattro plichi. D’altra parte sia durante l’ultimo Sea Trade a Miami la scorsa primavera, sia 15 giorni fa all’Hamburg Cruise Days i grandi operatori hanno bombardato di richieste di informazioni i vertici di Porto 2000 e Authority. Ed era presumibile che alla fine sarebbero arrivate diverse candidature. Da parte di quali soggetti? I nomi per adesso restano top secret, ma paiono confermate le indiscrezioni riguardanti Royal Caribbean, Msc e Carnival, in alleanza con operatori anche del traffico merci.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
