Il Tirreno

Livorno

Perseguita gli ex compagni arrestata 36enne cubana

di Giorgio Carlini
Perseguita gli ex compagni arrestata 36enne cubana

Quattro livornesi vittime di stalking e di danneggiamenti di auto e scooter La donna, ora ai domiciliari, non accettava la fine dei rapporti sentimentali

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LIVORNO. In cuor loro, credevano forse di aver incontrato l’anima gemella. Pensavano di essere stati baciati dalla fortuna, di aver trovato non solo una donna avvenente, ma anche una compagna per la vita. In poco tempo, però, si sono accorti che quello che immaginavano come un sogno si stava trasformando in un incubo.

La conferma l’hanno avuta quando hanno deciso di porre fine alla storia d’amore, che poi, forse, tanto di amore non si trattava. Una certezza maturata a suon di auto graffiate e motorini danneggiati, fino ai pedinamenti e alle offese subite.

Per questo una donna cubana di 36 anni è finita agli arresti domiciliari: dal 2014 a oggi si era resa protagonista di una forma di stalking a dir poco particolare: le sue attenzioni morbose e violente non erano infatti indirizzate verso un’unica persona, ma verso quattro uomini livornesi, con i quali la trentaseienne aveva intrattenuto singoli rapporti in momenti diversi.

Non è da escludere che forse anche lei, dal suo punto di vista, pensasse ogni volta di aver trovato il compagno giusto della propria vita. In tutti i casi si trattava di persone tra i 40 e i 50 anni. Signori distinti (uno, ad esempio, è un commercialista), conosciuti in situazioni differenti.

Evidentemente, però, nessuna storia è proseguita come lei si aspettava: tutte le relazioni sono state di breve durata. Ed era al momento di mettere la parola “fine” che la donna non riusciva ad accettare la conclusione dei rapporti sentimentali, al punto di perseguitare i quattro ex, rovinando loro auto e scooter (in alcuni casi i danneggiamenti sono stati ripresi dalle telecamere), ma anche pedinando gli stessi malcapitati e insultandoli ogni qualvolta li incontrava in giro. In una circostanza lo scooter dell’ex fidanzato di turno è stato persino ricoperto di escrementi.

A porre fino all’incubo dei quattro livornesi sono stati i carabinieri del nucleo operativo. L’indagine, però, non è stata semplice. Perché è vero che le vittime dello stalking avevano denunciato la trentaseienne, ma c’è chi lo aveva fatto dai carabinieri e chi alla polizia. E vero è anche che già esistevano quattro procedimenti a carico della donna, ma erano quattro pratiche diverse, con altrettanti magistrati.

Gli incontri con i compagni erano inoltre iniziati in circostanze diverse, non nel solito luogo (reale o virtuale) che avrebbe permesso di identificare in modo più facile la donna.

Grazie a un confronto incrociato tra alcuni fascicoli aperti in Procura per stalking e ad una comparazione tra i nomi contenuti nei documenti, i carabinieri hanno però scoperto che le quattro situazioni apparentemente distinte avevano un unico comune denominatore. Questo ha permesso al giudice per le indagini preliminari, una volta unificati i procedimenti, di far scattare gli arresti domiciliari per la trentaseienne, considerata «incapace di controllare i propri impulsi aggressivi».

Già in precedenza la donna era stata informata delle denunce a suo carico, ma aveva continuato a compiere i suoi gesti persecutori.

«La frequenza con cui l’indagata ha realizzato le condotte vessatorie – si legge nell’ordinanza del giudice che ne ha disposto i domiciliari – e il fatto di averle poste in essere nei confronti di persone diverse, costituisce la dimostrazione che possa ripetere questi comportamenti nei confronti delle stesse vittime o di altre persone».

@carlinigiorgio

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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