M5S: promessa mantenuta Ma le opposizioni accusano
De Filicaia: non avete una alternativa, ci condannate a essere satelliti di Pisa Raspanti: ok il no a Montenero ma rischiamo di avere solo meno finanziamenti
LIVORNO. Si è chiuso da pochi minuti il consiglio e Filippo Nogarin si lascia andare su Facebook. Parla di una «giornata destinata a scrivere la storia di una città», di uno di quei giorni «da segnare con il pennarello sul calendario». Dice che «finalmente è stata rispettata la volontà dei cittadini che si erano espressi con un referendum contro la realizzazione del nuovo ospedale, finanziato da un project financing e sulla svendita del patrimonio immobiliare Asl». Sostiene che «abbiamo detto no all’ennesimo spreco di denaro» e che «la struttura di viale Alfieri è più che sufficiente per le necessità del territorio: con un' adeguata ristrutturazione energetica e architettonica potrà rispondere con dignità ai bisogni della comunità livornese».
Aggiunge anche che «abbiamo centrato pienamente uno dei principali obiettivi del mandato, sin dalla campagna elettorale». Quello che però non dice è che lo stesso fronte di forze politiche che in campagna elettorale aveva detto no al nuovo ospedale (praticamente tutte tranne il Pd), ieri in consiglio lo ha criticato duramente. Per la forma e per la sostanza. Chiedendo quale sia il progetto alternativo.
Tra i cinque stelle a difendere il fronte dopo le comunicazioni di Nogarin è Alessio Batini: «Grazie sindaco per essersi avvicinato a un risultato che abbiamo promesso alla città: noi rispettiamo le promesse».
Marco Cannito (Città Diversa) è invece una furia: «Nell’atto firmato a Firenze è decretato solo che questa amministrazione è ferma a maggio 2014. È un bluff che dimostra la vostra incapacità: in un anno e mezzo non è stato fatto niente, e nel verbale non si parla né di ristrutturazione né di altri progetti». Poi chiosa: «Siamo tornati indietro di sei anni, visto che era stata Città Diversa a proporre un progetto di ristrutturazione, rivisitando il progetto Mariotti e guardando alle aree vicine per i parcheggi: se volete ve lo rimettiamo a disposizione...». «Ci va bene il no a Montenero – gli fa eco Andrea Raspanti (Bl) ma così non si risolve tutto il resto: quale ospedale, con quale modello? Non vorrei che alla fine si traducesse tutto in minori finanziamenti per Livorno in favore di altri presidi».
L’ex grillino Marco Valiani (Lbm) parla di «letterina di Babbo Natale che in realtà non dice nulla», mentre fa notare che «nella proposta di piano strutturale pubblicata sul sito del Comune e firmata anche da Nogarin si prevede ancora un ospedale nell’area sud». Dice Monterotondo, poi subito si corregge: Montenero basso. «Ha le idee confuse, prima di arrivare alla fine del percorso dovremo rivedere molte questioni», controbatte Nogarin.
Dal Pd il nuovo capogruppo Pietro Caruso invita a prendere con le molle le parole del sindaco, a partire dalla ricostruzione della riunione a Firenze: «Si disdice l’accordo di programma del 2010, ok. Ma chi ha detto che ha trovato la disponibilità dell’assessore regionale sulla ristrutturazione? Nel verbale non c’è scritto. Poi, che percorso partecipativo porterà avanti in appena un mese, da qui al 23 ottobre, quando discuterà un progetto con la Regione? Almeno per arrivare all’accordo del 2010 era stata avviata una discussione in città. L’unica certezza ora sembra che non ci saranno risarcimenti: ma lo ha detto Nogarin e se ne assume la responsabilità. Fossi un arbitro fischierei fallo di confusione».
Jari De Filicaia (Pd) non ci gira tanto intorno: «Con la sua azione – dice a Nogarin – ha condannato la sanità livornese, che nel prossimo futuro diventerà un satellite di Pisa». «Dite che l’ospedale a Montenero non si fa più – ripete – ma non avete un progetto alternativo» e «avete vinto le elezioni anche dicendo no a Montenero, ma altro è dire no a un nuovo ospedale. La sola ristrutturazione è impercorribile». «Così – ripete – le risorse che c’erano per un nuovo presidio non ci saranno più, e la responsabilità è tutta vostra».
Elisa Amato (Fi) chiede lume sul futuro del Pascoli (visto che è malconcio e con il vecchio accordo sarebbe stato spostato) e sui 3,5 milioni che il Comune ha già incassato dalla regione per la viabilità a Montenero. Le risponde l’assessore Aurigi: nel primo caso «è stato avviato un nuovo percorso...» (quale?), nel secondo «a marzo è già stato sottoscritto un accordo che prevede il mantenimento di quei soldi».
Insomma, di questioni aperte ce ne sono ancora molte. Anzi, molte si (ri)aprono ora. «Ma tutte le forze politiche a eccezione del Pd – dice Nogarin – volevano riqualificare l’attuale ospedale: questo si è detto, questo si fa...».
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