Il Tirreno

Livorno

Morosi Asa, chiuse 400 utenze nel 2014

di Mauro Donateo
Morosi Asa, chiuse 400 utenze nel 2014

Livorno, la società: solo una piccola parte lo fa per difficoltà reali. Duello in commissione fra Valiani e M5S

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LIVORNO. Non c’è nessuna rigidità da parte di Asa nel chiudere i contatori dell’acqua verso i morosi. Anzi, per i dirigenti dell’azienda che gestisce il servizio idrico, convocati dalla seconda e terza commissione in congiunta, viene «adoperata sempre la massima flessibilità quando trattiamo con i nostri clienti». All’ordine del giorno c’era la mozione di Marco Valiani (gruppo misto) in cui si chiedeva di non staccare l’acqua ai morosi incolpevoli.

Durante un consiglio comunale la maggioranza aveva giudicato opportuno ridiscutere l’atto in commissione. Una cosa hanno ribadito più volte i tecnici: «A Livorno bisogna lavorare di più sulla cultura del pagare la bolletta, qualcuno le getta direttamente nel cestino come fa anche con altre utenze». «Rispetto ad altre parti della provincia – aggiunge il responsabile recupero crediti, Gandini – qui il problema della morosità è più forte».

I NUMERI. E guardando ai dati, viene confermato quanto detto sopra: «Nel 2014 – spiega il responsabile dell’area clienti di Asa, Simonetti – le chiusure sono state in tutto 400, di cui 265 domestiche e 135 non domestiche, cifra che paragonata al numero degli utenti, è pari allo 0,86%». Quindi non molte, «e comunque nel 95% l’acqua viene riallacciata in giornata: basta infatti che ci sia stato il pagamento, anche parziale, per riattivarla».

MOROSITÀ. Ma quello che colpisce di più sui dati totali è che il bacino livornese, pur incidendo per un terzo sul fatturato e sul numero degli utenti del territorio gestito da Asa, rappresenta la metà della morosità generale. «E guardate – aggiunge Gandini – solo una piccola percentuale è veramente in difficoltà reali, qualcuno proprio non vuole pagare». In ogni caso, prima di arrivare alla chiusura dell’acqua, Asa dopo trenta giorni dal mancato pagamento invia una raccomandata, solo dopo un altro mese arriva a compiere l’estremo gesto.

Il ritardo medio dei livornesi nel pagare è di circa 160 giorni, mentre quello del territorio è di circa 140 giorni. «Sappiamo di zone dove c’è di peggio», commentano da Asa. Altro dato registrato interessante è che i livornesi sono più virtuosi nel pagare le bollette dell’elettricità rispetto a quella dell’acqua.

LOTTE INTERNE. Ad accendere il dibattito in commissione, però, è lo scontro sempre più forte tra l’ex 5 Stelle Marco Valiani e la maggioranza. Appena viene sospesa la seduta per qualche minuto in attesa di prendere una decisione comune sulla mozione, si innesca un primo parapiglia tra l’esponente del gruppo misto e il pentastellato Daniele Esposito. Volano parole grosse e reciproche accuse. In sostanza Valiani accusa la maggioranza di non aver rispettato il programma elettorale («la questione dell’acqua come bene comune era alle prime pagine»). «Adesso – continua Valiani – volete fare una mozione condivisa perché vi siete resi conto dell’errore e volete riparare».

Tornati i capigruppo in sala, Giuseppe Grillotti (M5S) fa capire che non è stata trovata una soluzione: «Presentare la mozione in modo condiviso avrebbe avuto un altro significato, ma Valiani ha assunto un atteggiamento presuntuoso e ideologico». «Mi spiace, ma non firmo atti dove compare il vostro nome, volete mettere la bandierina e basta» gli risponde subito a tono l’ex 5 Stelle. E così, quando sarà il momento di farlo, ognuno presenterà la sua mozione.

COSÌ NO. Nella gara di chi è “il grillino più puro”, il resto delle opposizioni prende le distanze da quanto accaduto in commissione. Lapidario Pietro Caruso (Pd): «Chiedo scusa ai cittadini per il triste spettacolo, su temi così importanti non si può battibeccare per questioni interne».

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