Il Tirreno

Livorno

Truffata, è morta pochi giorni dopo: «Uccisa dal dolore»

di Giorgio Carlini
Grazia Pedace, 79 anni
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Grazia Pedace, 79 anni

Grazia Pedace, 79 anni, era stata raggirata dopo la spesa. La figlia: «Era disperata, non si è più ripresa dallo choc»

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LIVORNO. Ha cercato di mettersi alle spalle lo choc per quella truffa che l’aveva colpita nell’intimità, a casa sua, privandola non solo di soldi e oggetti di valore, ma anche dei ricordi più cari. Dopo i primi giorni trascorsi a piangere e a disperarsi ha provato a guardare avanti e a riprendersi. Grazie alla sua forza di volontà e all’affetto dei familiari, almeno all’apparenza ci era riuscita. Tanto da trovare il coraggio di uscire di casa da sola per andare a fare una piccola spesa, lo stesso gesto quotidiano che poco più di due settimane prima le aveva causato quel dramma, quando una giovane donna l’aveva avvicinata con la scusa di aiutarla a portare le buste a casa e poi, dopo averla convinta a farla entrare, con un complice le aveva rubato la fede del marito deceduto, le catenine d’oro delle due figlie e i salvadanai dove l’anziana ogni mese metteva le piccole somme risparmiate che sarebbero servite per i regali di Natale ai nipoti.

Ma la verità è che Grazia Pedace, 79enne residente in via Del Fante, non si è più ripresa da quel trauma che aveva subìto in quel maledetto giorno di fine agosto, quando i ladri con quel raggiro le avevano portato via la sicurezza e la dignità. L’anziana è morta mercoledì pomeriggio, senza soffrire, ma con ancora quei terribili ricordi nella testa. E ora risuonano quelle parole tristemente profetiche che Grazia aveva rivolto e ripetuto ai familiari e al Tirreno subito dopo la truffa: «Mi hanno rubato la vita».

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12119756:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/09/19/news/l-imbroglio-vigliacco-che-umilia-1.12119756]]«Mia madre era abbattuta nell’animo - racconta ora la figlia Annamaria Ceccarelli - Si sentiva presa in giro, indifesa. Aveva riposto la fiducia in quella persona che sembrava gentile e che invece si è poi dimostrata essere una donna senza scrupoli. Da quel giorno - aggiunge - mamma non è mai riuscita a darsi pace e non ha mai smesso di pensare a quanto le era capitato».

Il piano della truffatrice, studiato e preparato nei dettagli, era cominciato al mercato di piazza Cavallotti, dove l’anziana faceva la spesa tutte le mattine. Giusto qualche piccolo acquisto, perché gli acciacchi non le permettevano di portare grossi pesi. Ma quel giro in città rappresentava per Grazia un momento di autonomia e di svago nel corso delle sue giornate. È qui che la giovane l’ha presa di mira con il suo complice. Fino al giorno in cui ha deciso di passare all’azione.

Quella mattina di fine agosto la donna, circa 30 anni, abito nero, capelli scuri e carnagione abbronzata, si è avvicinata all’anziana, offrendosi di portarle i due sacchetti con pane e frutta fino a casa. L’unico errore della vittima è stato credere di avere davanti una ragazza sincera, di buoni principi, una di quelle brave persone, ormai merce rara, delle quali ancora ci si può fidare.

Dopo qualche attimo di sorpresa Grazia aveva accettato il gesto di cortesia. Poi, durante il percorso verso casa, la truffatrice era riuscita a ottenere ancora maggiore fiducia dall’anziana, facendole credere di essersi trasferita da poco nello stesso edificio e mostrandosi felice di conoscere un’inquilina dello stesso condominio.

Una volta entrata nell’appartamento, la giovane ha insistito per portare i sacchetti in cucina, dove ha continuato la recita fingendo di avere le stesse origini calabresi di Grazia. Nel frattempo, però, aveva lasciato la porta di casa aperta, così il complice che aveva seguito le due donne si è recato in camera da letto: qui di nascosto ha sottratto all’anziana la fede del marito deceduto, le catenine d’oro delle figlie (ricordo della comunione), qualche gioiello e persino i cinque salvadanai nei quali la donna ogni giorno disponeva qualche moneta risparmiata con i soldi della pensione, così da garantirsi i regali di Natale ai cinque nipoti.

Una volta scoperta la truffa, per Grazia è cominciato un incubo nel quale si è ritrovata vulnerabile e profondamente ferita. «Io e mia sorella abbiamo provato a distrarla - racconta Annamaria - portandola al mare e cercando di farla svagare anche grazie ai suoi amati nipoti. Ed era soprattutto per loro che mamma non riusciva a tranquillizzarsi: si sentiva mortificata al pensiero di presentarsi a Natale senza poter dare loro i tradizionali regali».

Dopo i primi giorni di smarrimento totale, sembrava che Grazia avesse trovato le energie per riprendersi. «Mercoledì - rivela la figlia - aveva anche avuto la forza di ritornare al mercato a fare le consuete commissioni. Poi è andata a casa per preparare da mangiare a mia figlia di 16 anni, che si è recata dalla nonna dopo il primo giorno di scuola per tenerle compagnia a pranzo, come faceva spesso. Quando lei è andata via - aggiunge Annamaria - mamma ha mandato un messaggio a mia sorella Giuseppina, poi si è messa in poltrona per riposare. Ed è lì che l’ha trovata esanime la signora che stava con lei nel pomeriggio. Non si è più svegliata, se n’è andata nel sonno».

Nessuno, adesso, può togliere ad Annamaria la convinzione che lo shock dovuto al furto con raggiro abbia influito sulle condizioni di salute della madre, che nonostante gli acciacchi dovuti all’età non aveva dato particolari segni di malessere in passato. «Quanto successo ha colpito profondamente mamma - ripete la figlia - E ora non mi dà pace il pensiero che questi vigliacchi senza scrupoli scelgano le loro vittime proprio tra le persone anziane e quindi più deboli. Quando abbiamo fatto la denuncia abbiamo saputo che la stessa cosa era successa pochi giorni primi ad un altro anziano in zona piazza XX settembre. Davvero non so descrivere il sentimento di rabbia che provo verso questi truffatori».

La speranza di Annamaria, pur in un momento così difficile, è che dare notizia di quanto successo alla madre possa essere d’aiuto non solo alle forze dell’ordine per rintracciare i responsabili del furto, ma che possa servire anche a mettere in guardia altre potenziali vittime della truffa. «L’unica cosa che potrebbe rincuorarmi almeno in parte in questa situazione - conclude la figlia a questo proposito - sarebbe almeno sapere che grazie al coraggio di mia mamma nel raccontare quanto accaduto possa servire a evitare altri drammi come questo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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