In platea per il porto i manager di Bank of China
Livorno, tra i grandi investitori presenti anche gli spagnoli di Ohl e il gruppo Jan De Nul (che ha firmato il canale di Panama)
BRUXELLES. In disparte, in dodicesima fila e senza fare parola con nessuno, c’erano anche loro: Xin Li e Zhao Xiaowei, funzionari della sede di Bruxelles della filiale lussemburghese della Bank of China, la banca centrale statale di Pechino. Sempre con il “marchio” China Eu – ma senza gli occhi a mandorla e aplomb occidentalissimo – si presentano altri manager, incluso il vicepresidente dell’area Investment and Corporate.
Poco più in là invece un ingegnere spanolo, Lui de Carlos Guimerà, manager di Ohl Concesiones, colosso specializzato nelle alleanze pubblico-privato in grandi infrastrutrure (e fra i principali azionisti di Abertis). Non solo: ecco l’inviato molto speciale di Jan De Nul, il grande gruppo metà belga e metà lussemburghese, che ha messo la firma anche sul Canale di Panama e altre infrastrutture portuali fra Dubai e Barbados (ma anche nel maxi-cantiere delle nuove istituzioni europee là davanti).
Di più: ecco un funzionario della Fiec, una sorta di maxi-Confindustria europea dei costruttori, un altro di Monte Paschi Bruxelles, uno dell’equivalente francese della nostra Cassa depositi e prestiti...
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.12102960:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/09/16/news/un-sms-dall-europa-fate-presto-o-i-capitali-andranno-altrove-1.12102960]]
È un po’ questo l’identikit della platea che ha affollato la sala conferenze all’ottavo piano nell’edificio in cui ha il quartier generale l’ufficio di rappresentanza della Regione Toscana a Bruxelles (così come, nello stesso palazzo, quello di altre strutture regionali italiane).
Ma, inutile dirlo, il gruppo più nutrito è quello rappresentato da volti noti. Ad esempio, quello di Luigi Negri, numero uno della cordata genovese (Gruppo investimenti portuali) che ha il controllo di Tdt, la società del principale terminal contenitori del nostro porto. Ed è tutta l’alleanza Negri-Neri-portuali a essere rappresentata al massimo livello: è vero che per il gruppo Neri non c’è il leader Piero ma la società è ben rappresentata dal figlio Corrado e da Nereo Marcucci; i portuali invece sono rappresentati da Enzo Raugei, presidente della Compagnia. Non solo: c’è anche Luca Becce, il manager che Negri ha messo al timone di Tdt e della nuova Cilp come amministratore delegato.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.12102951:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.12102951:1652111709/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Non è l’unico pezzo di porto livornese a esser seduto in sala: per il gruppo Lorenzini, alleato con Msc e concorrente di Tdt sul fronte contenitori, ecco Daniele Grifoni e Francesco Lorenzini. A ciò si aggiungano i volti di Federico Barbera, ex presidente dell’Interporto di Guasticce, e di Vanni Bonadio, figura di riferimento di Logistica Toscana, la società che la Regione ha costruito in tandem con il sistema delle Camere di Commercio per darsi una bussola sul fronte della logistica.
La sala non è una piazza d’arme ma ogni posto è sold out: dipende anche dalla presenza di esponenti politici e di rappresentanti di gruppi d’interesse. Fra i politici, c’è l’eurodeputato toscano Nicola Danti (che il governatore Enrico Rossi saluterà con affetto), c’è una delegazione del consiglio regionale toscano (Antonio Mazzeo, Francesco Gazzetti e Irene Galletti, Pd i primi due e M5S l’altra, tutti esponenti della commissione costa), c’è il sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci.
Quanto agli altri, si tratta di funzionari soprattutto di amministrazioni regionali: italiane come il Friuli o straniere come la Carinzia austriaca, il Sud danese o la Dubrovnik-Neretva croata. Chissà se è solo una visita di cortesia: la strigliata di Helmut Morsi, consigliere di direzione alla Dg Move, invita a non perdere tempo perché c’è chi non vede l’ora di approfittare dei tentennamenti o delle incertezze.
È a tutti loro che il governatore si rivolge in chiusura dell’euro giornata dedicata al porto: «La Regione Toscana – ha sottolineato Enrico Rossi – ha scommesso tanto sul porto di Livorno: una cifra che non ha uguali in nessun’altra istituzione regionale relativamente a opere infrastruttutrali di questo tipo». È una cosa che ha a che vedere con la crisi di Livorno e con il disperato tentativo di rimettere in piedi l’economia della città. Ma ha parecchio da dire anche sull’idea di Toscana che Rossi vuol dare: «Siamo grande cibo, ottimo vino, magnifica arte e splendido paesaggio. Ma bisogna tener viva anche l’industria: la Toscana non è un museo, è anche il lavoro del presente».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
