La maxi-Darsena Europa in vetrina a Bruxelles
L’Authority e la Regione domani presentano ufficialmente l’espansione a mare Con la benedizione bipartisan dei due vicepresidenti italiani dell’Europarlamento
LIVORNO. Domani è il D-day del porto di Livorno sotto gli occhi dell'Europa. E se è vero che probabilmente, dal punto di vista operativo, servono di più i faccia a faccia con gli "gnomi" della comunità finanziaria internazionale londinese, è importantissimo che, grazie alla Regione, il porto di Livorno abbia conquistato il palcoscenico di Bruxelles per mettere sotto gli occhi del nostro continente – e, in certo qual modo, del mondo – quella che viene definita una «opportunità di investimento nella logistica del Mediterraneo».
La maxi-Darsena, ospitando il nuovo terminal contenitori finalmente con fondali adeguati al gigantismo delle flotte, permetterà l'espansione degli spazi del porto e dunque una crescita complessiva dell'intera portualità (a cominciare presumibilmente dalle “autostrade del mare”).
A tenere a battesimo l'ufficializzazione del progetto in modo istituzionale nella giornata di domani a Bruxelles, nel quartier generale della rappresentanza della Regione Toscana, all'ottavo piano del palazzo in Rond Point Schuman, insieme al commissario dell'Autorità portuale livornese Giuliano Gallanti saranno figure di alto livello politico: il riferimento è ai due vicepresidenti italiani presenti in modo bipartisan (il forzista Antonio Tajani e il pd David Maria Sassoli, quest'ultimo è anche membro della commissione che si occupa di trasporti) insieme all'ambasciatore italiano all'Europarlamento, Marco Peronaci; come Remi Mayet, vice-capo dell'unità porti della direzione generale di settore della Commissione Europea.
Poi è previsto che, dopo un video su quel che è e quel che sarà tutta l'area (oltre all'offerta di una visita guidata reale sul posto a quanti fossero interessati), a illustrare gli aspetti del progetto sia Andrew Penfold, numero uno di Ocean Shipping Consultants, società di consulenza fra le più importanti a livello internazionale, scelta dall'Authority labronica come partner.
In agenda anche una tavola rotonda - coordinata dal segretario generale di Palazzo Rosciano, Massimo Provinciali - alla quale è annunciata la partecipazione di alcune fra le figure di riferimento nella tecnostruttura dell'euro-apparato in questo campo: stiamo parlando di
Helmut Morsi, consigliere di direzione del Network europeo della mobilità della Dg Move alla Commissione Europea; di Pat Cox, coordinatore del progetto del Corridoio Scandinavo-Mediterraneo della rete Ten-T; di Isabelle Ryckbost, successore di Gallanti come segretario generale di Espo, l'associazione che raggruppa le Autorità portuali su scala continentale.
Ma soprattutto stiamo parlando dei rappresentanti di vertice delle organizzazioni europee delle compagnie armatoriali e dei terminalisti privati: Patrick Verhoeven, nel primo caso, e Lamia Kerdjoudj Belkaid, nel secondo, entrambi segretari generali alla testa delle rispettive associazioni di categoria.
Spetterà poi al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, tirare le conclusioni della giornata. Non è un caso, visto che è stato proprio il governatore, mettendo sul tavolo una capacità di spesa prima di 180, poi di 200 e ora di 250 milioni di euro a mettere in moto come possibilità reale l'idea della Darsena Europa, rimasta per anni nel limbo delle belle idee. Condannandoci a restare tagliati fuori non appena la taglia media delle flotte si alzerà al di sopra della strozzatura che impedirebbe l'ingresso in porto: già con 6mila teu siamo in affanno, oltre i 7mila è impossibile. Per capirci: il gigante Msc ha tenuto già a battestimo la Msc Zoe che fa parte di una classe di portacontainer da 19.224 teu. Ma già più di un anno fa il Lloyd’s List diceva che due navi su tre fra quelle in costruzione non possono entrare nel porto di Livorno così com’è ora. Non solo: rappresentano più dell’89% della capacità di carico delle nuove flotte in ordinativo.
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