Il Tirreno

Livorno

Imprenditore arrestato in Brasile per bancarotta: «Maxi debito con lo Stato»

di Federico Lazzotti
La sede della Aurora Ascensori
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La sede della Aurora Ascensori

Livorno, nell’indagine nei confronti dell’imprenditore Andrea Palagi è indagata anche la compagna. Dalla Procura è partita la richiesta di estradizione

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LIVORNO. Andrea Palagi, il re degli ascensori arrestato a San Paolo del Brasile per bancarotta fraudolenta, non avrebbe soltanto fatto sparire 400mila euro, ma - secondo la finanza che ha condotto l’indagine - avrebbe accumulato un debito con l’Erario pari a milioni di euro. Si tratta di versamenti non effettuati negli ultimi anni, in particolare all’Inps e all’Agenzia delle Entrate dove risulta debitore per una paio di milioni. Ma non solo, perché dall’inchiesta del nucleo tributario e della sezione di polizia giudiziaria delle fiamme gialle, emergono altri retroscena sulle accuse nei confronti dell’imprenditore livornese.

In particolare il cinquataduenne, con la collaborazione della compagna, titolare almeno sulla carta della Aurora Ascensori, società dichiarata fallita nel giugno scorso, avrebbe ceduto prima di chiudere i battenti, un ramo di azienda a una terza società. E lo avrebbe fatto intascando, o almeno cercando di intascare, 200mila euro.

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Soldi che la finanza ha sequestrato e che in futuro andranno a saldare, qundo saranno stimati con certezza, i debiti con i creditori. Ma c’è di più. Perché nel tentativo di coprire il buco che Palagi ha accumulato prima di tutto con lo Stato, la finanza ha messo gli occhi anche sulla società immobiliare che di fatto è proprietaria delle case che fanno riferimento all’imprenditore.

Creditori in fila. Il 16 luglio scorso, dopo che la società è stata dichiarata fallita, è stato nominato come curatore Alessandro Ciaponi. Toccherà al professionista di Fauglia gestire tutte le pratiche per cercare di garantire al massimo i creditori che ancora devono avere dei soldi dalla Aurora Ascensori. In questa direzione vanno le udienze già fissate dal giudice Gianmarco Marinai. Per il prossimo 18 novembre è in programma l’esame dello stato passivo, mentre il termine fissato per i creditori per presentare la propria domanda di ammissione allo stato passivo è per il 17 ottobre.

Tre indagati. Dalle carte dell’indagine emerge che sono tre le persone iscritte nel registro degli indagati. Oltre ad Andrea Palagi, in carcere in Sud America dallo scorso 24 agosto grazie all’intervento dell’Interpol, c’è anche la compagna dell’imprenditore, Silvia Flavia De Toledo, 33 anni da compiere il prossimo 2 di ottobre che dalla visura camera della Aurora Ascensori risulta essere la titolare, mentre il cinquantaduenne compare come «preposto alla gestione tecnica».

I due sono accusati in concorso di bancarotta fraudolenta aggravata, della distrazione di beni aziendali, oltre alla sottrazione di tutta la documentazione contabile necessaria per ricostruire la storia della società costituita nel 2008. L’altra persona finita nei guai all’interno della stessa inchiesta è un creditore di Palagi che durante la perquisizione effettuata dalla finanza a casa dell’imprenditore, allora già trasferito in Brasile con la compagna, era stato trovato nell’abitazione di via del Ponentino. E per di più in possesso di armi.

Via all’estradizione. Dalla Procura di Livorno, a firma del pubblico ministero Massimo Mannucci, è partita la richiesta di estradizione per Palagi. Difficile, anche per gli investigatori, fare al momento delle previsioni sul ritorno in Italia dell’uomo. «Si tratta di tempi tecnici - spiega chi ha indagato - che possono variare. Ecco perché non è possibile sapere se si tratterà di settimane o di mesi».

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