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Livorno

“FUOCO INCROCIATO” DI INCENTIVI

«Così resusciteremo l’industria» Area di crisi, il piano in gestazione

«Così resusciteremo l’industria» Area di crisi, il piano in gestazione

LIVORNO. Il riconoscimento di Livorno come area di crisi complessa per adesso significa solo una firma di ministro che lo inserisce in un elenco: adesso c'è da riempire di contenuti quel che...

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LIVORNO. Il riconoscimento di Livorno come area di crisi complessa per adesso significa solo una firma di ministro che lo inserisce in un elenco: adesso c'è da riempire di contenuti quel che altrimenti resta solo un provvedimento di carta. Come? È quel che ha iniziato a fare il comitato esecutivo per l'attuazione dell' "accordo per Livorno" nella sua prima riunione a Roma nel quartier generale del ministero dello sviluppo economico. Con un obiettivo: creare le condizioni per reindustrializzare il nostro territorio, dal quale le ciminiere sono fuggite negli anni scorsi.

La memoria potrebbe tornare al caso Borma o all'ex Cmf: fabbriche chiuse al posto delle quali hanno trovato spazio decine e decine di piccole e medie imprese.

Ma quella era una fase diversa dalla lunga crisi attuale: c’era chi era in cerca di aree dove insediarsi e bisognava vincere la concorrenza altrui, ora c’è da andare con il lanternino a scovare chi potrebbe trovare conveniente assumersi il rischio di un investimento. Il motorino per avviare un nuovo ciclo di sviluppo partono dalla raccolta di disponibilità di aree: quelle di proprietà privata rintracciate tramite il bando Build e quelle pubbliche come 46mila metri quadri all’interporto.

È questo complesso di aree disponibili – un po’ a macchia di leopardo – che toccherà a Invitalia lavorare per mettere nero su bianco un piano specifico costruendo un pacchetto di incentivi, quasi un” fuoco incrociato” di agevolazioni che raggruppi tutte quelle possibili a livello nazionale o regionale ma anche su scala locale (come sugli oneri di urbanizzazione) o inserite nell’Accordo per Livorno.

Non è tutto. Il comunicato ufficiale della Regione riporta sotto i riflettori anche un tema rimasto a lungo ai margini: stiamo parlando della zona franca doganale. Se ne parlerà nella prossima seduta del Comitato esecutivo («entro i primi 15 giorni di ottobre»).

«E' stato un incontro positivo e concreto», commenta Simoncini: «Sul tema del rilancio produttivo e della ripresa dell'occupazione è necessario andare veloci e a Roma abbiamo fissato le tappe, ravvicinate, che porteranno da parte di Invitalia alla redazione ed attuazione del Piano».

La prossima volta i protagonisti dell’incontro torneranno a vedersi il 23 settembre, a Firenze: Regione e enti locali interessati si incontreranno con Invitalia per «entrare nel merito dei contenuti». Nel pomeriggio sarà poi la società a «illustrare alla cabina di regia territoriale (istituzioni, sindacati, associazioni di impresa)» l’identikit dei passaggi che l’uno dopo l’altro «entro l'anno» porteranno a realizzare il Piano di reindustrializzazione (Pri). Scopo: attirare imprese nella nostra zona. Da fine mese sarà la stessa Invitalia a prendere contatti direttamente con il mondo imprenditoriale.

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