Il presidio
«Polo hi-tech all’ex Trw, presentate il piano»
E oggi a Roma c’è il primo round del comitato tecnico dopo il sì del ministro all’area di crisi
LIVORNO. Il destinatario della lettera della Regione è il Comune di Livorno: al centro dell’attenzione è il polo tecnologico e “incubatore” di imprese che il Comune intende far nascere nell’area ex Trw tanto da averne fatto il proprio cavallo di battaglia sul fronte dell’accordo di programma. Dal canto suo, la Regione ha messo sul tavolo (e impegnato nel bilancio) 5 milioni di euro.
La missiva serve per chiedere a Palazzo Civico un progetto con schede, crono-programma e studio di fattibilità economico-gestionale, che – come sottolineato in una nota degli uffici regionali – «sarà sottoposto ad una verifica da parte della Regione facendo ricorso anche ad esperti esterni».
La notizia arriva proprio a ridosso della riunione prevista oggi a Roma: attorno a un tavolo il Comitato esecutivo che sotto la guida del governatore Enrico Rossi si occupa del rilancio del comprensorio: saranno presenti le istituzioni locali e i rappresentanti del governo (cui farà seguito, nell’ultima decade del mese, il tavolo su scala territoriale).
Quello di oggi – spiega Giabfranco Simoncini, collaboratore del presidente Rossi sui temi del lavoro – è un appuntamento tecnico sì ma particolarmente impostante se è vero che si tratta del primo round di approfondimento dopo che formalmente è arrivato, con la firma da parte del ministro, il riconoscimento di Livorno come area di crisi complessa. Con tutto quel che ne consegue, soprattutto sotto il profilo della reindustrializzazione: in ballo un piano che ha nel forziere 10 milioni di euro dal livello nazionale e altrettanti da quello regionale. Qualcosa del genere è stato fatto a Piombino: e adesso lì, dove l’iter è più avanti, sono al bando con il quale si apre la procedura alle manifestazioni d’interesse da parte delle imprese.
Resta inteso, ovviamente, che gli occhi di tutti restano puntati sulla maxi-Darsena Europa, il progetto di espansione a mare che consentirà al porto di Livorno di trasferire il proprio terminal contenitori e liberare grandi aree in Darsena Toscana così da utilizzare per riorganizzare lo scalo e poter fronteggiare la fame di spazi innescata dalla ripresa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
