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A New York un manager isolato per due giorni
La storia risale all'ottobre del 1999 e a farla tornare d'attualità ci ha pensato Nick Paumgarten, firmando sul New Yorker, nel 2008, un lungo articolo dedicato agli ascensori, alle loro leggende,...
La storia risale all'ottobre del 1999 e a farla tornare d'attualità ci ha pensato Nick Paumgarten, firmando sul New Yorker, nel 2008, un lungo articolo dedicato agli ascensori, alle loro leggende, alle fobie connesse al loro utilizzo, soprattutto in una città tutta in verticale come New York. La vicenda finita sotto i riflettori è quella di Nicholas White, un production manager di Business Week che in un (per lui) drammatico venerdì visse la triste esperienza di una prigionia in ascensore durata la bellezza (si fa per dire) di 41 ore. L'uomo aveva lasciato momentaneamente il suo ufficio, dove si era attardato per seguire la lavorazione di un'edizione speciale del periodico (e anche per seguire una partita di baseball tra i Braves e i Mets), per scendere ad acquistare delle sigarette. E quando era entrato nell'ascensore numero 30 e aveva premuto il pulsante per tornare al proprio ufficio, al 47esimo piano del McGraw-Hill Building, un edificio annesso al Rockfeller Center, non sapeva certo che quello sarebbe stato per lui l'inizio di una lunga dissavventura.
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