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«Noi ci paghiamo già luce e acqua»
LIVORNO. «Noi paghiamo già tutte le utenze di tasca nostra. Bene che nelle cantine si faccia piazza pulita di certi privilegi, ma da parte del Comune deve seguire un contributo sostanzioso». A...
LIVORNO. «Noi paghiamo già tutte le utenze di tasca nostra. Bene che nelle cantine si faccia piazza pulita di certi privilegi, ma da parte del Comune deve seguire un contributo sostanzioso». A sottolinearlo è il presidente del Labrone, Simone Giovannetti, dopo la lettera inviata dal Comune alle sezioni nautiche perché facciano entro il 30 settembre la voltura delle utenze (altrimenti l’amministrazione farà staccare luce e acqua).
Come riportato mercoledì dal Tirreno, nel rapporto redatto dagli uffici comunali e approvato dalla giunta prima che fosse inviata la lettera, c’è scritto anche che il Labrone e il Pontino “hanno già firmato convenzioni con la procedura prevista, pagano un canone, seppur simbolico, hanno volturato le utenze e usufruiscono di un contributo convenzionale correlato direttamente all’attività svolta”.
«Noi paghiamo un canone simbolico (circa 150 euro all’anno) – chiarisce il presidente del Labrone – ma ci paghiamo di tasca nostra le utenze. Non abbiamo alcuna concessione di utilizzo di pontoni, come altri che magari possono farne una forma di entrate grazie ai subaffitti alle barchette». «Quanto al contributo a cui fai riferimento il Comune – sottolinea – nel 2013 e nel 2014 abbiamo ricevuto circa 800 euro considerando l’affitto, mentre a oggi, per l’anno in corso, non abbiamo ancora ricevuto niente...».
«Da tre anni – riprende – chiediamo una parità di trattamento e a suo tempo ci era stato garantito dagli uffici comunali competenti un contributo, quello sì sostanziale, da dividere tra le tre cantine che essendo già "sotto convenzione" di fatto pagavano di tasca propria mentre altre continuavano a usufruire delle utenze del Comune». «Siamo da tempo in regola dal punto di vista della convenzione e delle utenze – ripete – e a causa di questo soffriamo economicamente».
«Si spera – conclude – che con questo “reset” dei privilegi di alcuni, a cui però deve seguire un contributo da parte del Comune, quello sì sostanzioso, si riesca a ottenere una qualche forma di necessaria uguaglianza».
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