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«I soccorsi sono arrivati tardi»
La rabbia dopo il rogo al campeggio: potevamo morire, mezzo incendio ce lo siamo spento da soli
CALAMBRONE. «Se fosse successo più tardi o se dal mare fosse arrivato il vento saremmo tutti morti». Su Calambrone nuvole sparse, oggi al mare sono andati solo i ragazzi. Rita è seduta in veranda, il suo bungalow è proprio davanti a quello andato a fuoco giovedì notte.
Dalla mattina si formano capannelli continui di turisti. «Per fortuna siamo solo morti di paura, possiamo ancora permetterci di usare eufemismi e metafore, ma c’è mancato davvero poco», dice Giada.
Nell’aria alla Pineta resta un odore sottile di bruciato e un’atmosfera elettrica per una paura che non sembra ancora smaltita. E anche un po’ di rabbia. «Non è vero che i vigili del fuoco sono arrivati alle 22,20, non è vero. Li abbiamo chiamati per mezzora, mezzo incendio ce lo siamo spenti da soli», si fa avanti Roberta, una delle villeggianti che abita una delle strutture vicine.
«La prima chiamata ai soccorsi l'ho fatta io alle 22,13, sono arrivati dopo mezzora», dice Pellegrino De Mizio, pistoiese e sottotenente della Protezione civile, abitué del campeggio.
E’ tornata la normalità al camping di Calambrone. Sui vialetti ragazzini e ragazzine in costume e infradito che tornano dal mare, qualcuno riposa all’ombra sulle sdraio o gioca a carte sulle verande. L’altra notte però, seppure per un’ora, in molti hanno vissuto un incubo. Le fiamme si vedevano dal viale del Tirreno. E tutti si sono spaventati, anche i residenti nei palazzi vicini. «Non è mai successo, in 21 anni molti incendi sono scoppiati nei boschi circostanti, ma mai dentro il camping. Per fortuna non ci sono feriti, solo danni a tre strutture», racconta scuotendo la testa Antonio Gianvanni, 77 anni, il titolare.
Si è messo in moto fin dall’alba, gira a bordo di una piccola macchinina elettrica a rassicurarsi delle condizioni degli ospiti. Nemmeno lui sa ancora cosa abbia scatenato il rogo. I vigili del fuoco hanno escluso un’origine dolosa. Si pensa ad un cortocircuito o comunque ad una causa elettrica.
«Forse il nuovo proprietario, che aveva acquistato il bungalow da pochi giorni, ha lasciato acceso un abat-jour o un fornellino anti zanzare. Si è scaldato e una volta arrivato ad una coperta o a qualcosa di infiammabile è partito tutto. Ma non possiamo esserne certi, serviranno le verifiche di un perito».
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