Il presidio
Esce dal coma dopo l’incidente I genitori: ringraziamo l’ospedale
Ragazzo versiliese si schianta contro una Nissan: si risveglia a neurochirurgia dieci giorni dopo Le prime parole: «Dove sono babbo e mamma?». Il tifo degli amici su Facebook: torna presto
LIVORNO. «Dove sono il papà e la mamma?». È ai genitori che si pensa subito non appena si aprono, o si riaprono, gli occhi. Succede quando nasci e quando hai la fortuna di rinascere. Succede se hai sedici anni e hai avuto una grande paura. Da cui sei uscito, risvegliandoti dal coma in cui eri piombato dopo quello schianto sull'asfalto. Non chiamatelo miracolo: è la vita. Per alcuni ci sono prove terribili, che non vengono superate. Per altri c'è una seconda occasione. E lui, il ragazzo rimasto vittima di un brutto incidente in Versilia sulla via di Montramito una sera di fine agosto, la sua occasione tornerà ad averla.
La scena che abbiamo raccontato si è materializzata fra le mura del reparto di neurochirurgia dell’ospedale livornese di via Alfieri, dove il ragazzo versiliese era ricoverato dopo il terribile incidente del 22 agosto sulle strade di casa sua: ieri dall'ospedale di Livorno è stato trasferito all'ospedale versiliese a due passi da casa: ora inizierà la riabilitazione. E il lungo percorso per tornare al punto in cui la sua esistenza si era interrotta.
IL GRAZIE DEI GENITORI
«In realtà – rivela la madre con un'enorme voglia di sorridere – non ha soltanto chiesto di noi: si è anche lamentato perché aveva fastidio in una zona delicata. E ha usato qualche parola, diciamo un po’ così. Ma ci sta. Quello che importa è che ora che il peggio sembra essere passato: in tanti ci sono stati vicini e ci hanno accompagnato in questi giorni difficili, chiedendo aggiornamenti continui su nostro figlio. Vogliamo ringraziarli, così come ringraziamo i medici dell'ospedale Versilia e quelli del reparto di neurochirurgia di Livorno».
Il ragazzo è tornato dalle parti di casa sua per iniziare in un reparto ospedaliero la riabilitazione. «Sarà un percorso lungo da affrontare», spiega la madre, che come il papà non vede l'ora di riportarselo a casa.
Ma lui potrà farlo con la massima serenità sotto tutti i punti di vista: negli scrutini a scuola è stato promosso in seconda superiore senza crediti da recuperare. La vita ricomincia.
L'INCIDENTE
Il dramma, per questo sedicenne – di cui non mettiamo nome né particolari di riferimento perché minorenne – inizia la notte di sabato 22 agosto. Sono passate da poco le 20 quando il ragazzo, che sta viaggiando in direzione Viareggio si scontra con una Nissan Micra.
Secondo la ricostruzione della polizia municipale di Viareggio, l'auto sta terminando una manovra per il parcheggio: non è chiaro chi dei due non si sia accorto dell'altro, o se sia avvenuto qualcosa prima – ad esempio la perdita del controllo di un veicolo – che possa aver facilitato lo scontro.
L'impatto non è forte, e sempre secondo i vigili versiliesi non è decisivo per i danni subiti dal ragazzo. Che sbatte violentemente sull'asfalto con il suo scooter.
Le sue condizioni appaiono subito gravi: l’ambulanza lo trasporta con la massima urgenza al pronto soccorso dell'ospedale Versilia in pericolo di vita, intorno alla mezzanotte viene trasferito nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Livorno. Esattamente Come prevede il protocollo nei casi in cui c'è un forte trauma cranico.
LA FINE DI UN INCUBO
Come per tutti i ragazzi di quella età, scatta immediato il tifo su Facebook. «Torna presto», gli dicono gli amici. Il giovane, in coma farmacologico, lotta. E via via che i giorni passano la situazione, pur grave, migliora. Come spiegano i medici ai genitori dopo i vari esami, tutti positivi.
Così, una decina di giorni dopo l'incidente, il sedicenne riapre gli occhi. Per la gioia di mamma e papà. A cui va il suo primo pensiero: «Dove sono i miei?», chiede alle infermiere del presidio labronico. Chissà loro cosa hanno provato, quando hanno sentito quelle parole. Se sono madri – e certo alcune di loro lo sono – avranno sentito il cuore che si stringeva. Perché chi è genitore sa che tra lui e un figlio c'è un legame impossibile da cancellare qualsiasi cosa accada. E chi ha chiuso gli occhi pensando di non riaprirli più, vuole vedere quei volti sorridenti quando tutto riparte. Vuole vedere in faccia la felicità di un genitore che riabbraccia suo figlio.
Matteo Tuccini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
