E' morto don Leoni, il "prete rosso"
Un sacerdote contro corrente, tra i fondatori del Gruppo Impegno. Le sue omelie, schiette e provocatorie, risultavano spesso scomode. Oggi i funerali
LIVORNO. Addio a don Carlo Leoni, il sacerdote che ha fondato a Livorno nel 1970 la Comunità Impegno, da cui poi sono nate l’omonima cooperativa sociale e il Centro Mondialità Sviluppo Reciproco. Si è spento nella notte di mercoledì 26 agosto nella sua abitazione. Da sempre impegnato verso gli ultimi, spesso definito “prete rosso” per alcune sue omelie o posizioni politiche (non risparmiava nemmeno di criticare certi aspetti della Chiesa), ha speso gran parte del suo sacerdozio a fare il cappellano dei cimiteri (Misericordia, Lupi e Purificazione). I funerali saranno celebrati domani, giovedì 27 agosto, alle ore 16 presso la chiesa della Purificazione in via della Madonna.
Nato nel 1930 a Bussolengo, don Carlo era arrivato nel 1955 a Livorno per volere di monsignor Pangrazio, concludendo il seminario nella nostra città. La sua prima esperienza pastorale è stata a Rosignano Solvay, poi è diventato parroco a Parrana (dove fece costruire la “Casa dell’amicizia” per accogliere i tossicodipendenti). In seguito ha svolto il ruolo di viceparroco in diverse parrocchie della diocesi, oltre a insegnare religione nelle scuole. Fondamentali nel suo cammino i viaggi in Tanzania, India (dove conobbe personalmente Madre Teresa di Calcutta), Bangladesh, Burundi e Nicaragua. Iscritto alla Società per la Cremazione, ne è stato il primo cappellano in Italia. Da mettere in evidenza che don Carlo, durante l’invasione di Praga del ‘68, si trovava nella capitale cecoslovacca insieme ad alcuni giovani livornesi, a causa di un gemellaggio nascosto con i cristiani del posto. Alloggiato nel palazzo arcivescovile, riuscì a salvarsi nonostante la sua stanza fosse stata colpita dai carri armati sovietici.
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