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Svaligiata la villa di un imprenditore, bottino d’oro
Livorno. Mega furto sul lungomare. Rubati orologi di pregio, preziosi di brillanti e contanti. Banda in azione di pomeriggio: danneggiati i mobili
LIVORNO. Chissà quanto volte sono passati davanti a quella villa, nel cuore del lungomare, di fronte all’Accademia, prima di entrare in azione. Quanti giri intorno all’abitazione, sopralluoghi e studi per capire quando e come colpire. Un furto mirato, fruttato decine di migliaia di euro, probabilmente oltre cento. Sono bastati pochi minuti per svaligiare completamente una residenza d’epoca del genere. Nessuno si è accorto di niente, nessuno ha sentito i malviventi usare una sega in ferro per scardinare ben due casseforti.
Nel mirino dei soliti ignoti è finita una delle ville più belle del viale Italia, che fa parte di quella sfilata di torrette liberty, facciate colorate, castelletti smerlettati e giardini quasi inglesi che fanno sognare. Una di quelle meglio tenute e più vissute, accanto all’hotel Gennarino e di fronte al muro dell’Accademia navale. Cancellate che sembrano invalicabili e che invece sono state violate dai ladri. Un colpo grosso messo a segno nei giorni scorsi nella bifamiliare di Ascanio Simoni, 75 anni, noto imprenditore livornese, titolare dell’altrettanto conosciuto bagno Fiorella di Tirrenia, che gestisce con la sua famiglia, e di altre società. Sua moglie, Franca Simoni, è una nota dentista. Nella stessa abitazione vivono anche il figlio e la nuora dell’imprenditore. I ladri hanno agito indisturbati e sono riusciti a mettere insieme un ricchissimo bottino, fatto di preziosi di tutti i tipi, orologi e contanti.
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Quella mattina Simoni è uscito di casa intorno alle 12.30 per poi farvi ritorno alle 19. I familiari erano al lavoro, quindi la casa è rimasta vuota per tutto il pomeriggio. I malviventi hanno atteso il momento giusto, e hanno agito in quella una fascia oraria.
In base alla ricostruzione fatta dagli stessi proprietari e dalla polizia, i soliti si sono intrufolati nel giardino della villa passando dal retro, molto probabilmente dall’Ippodromo, il cui parco confina con la parte posteriore della residenza, in modo da dare meno nell’occhio. Una volta all’interno della proprietà privata, si sono infilati nella casa dalla finestra del piano terra, dopo aver tagliato una serranda. In quell’appartamento non hanno toccato quasi niente, forse già sapevano che il grosso lo avrebbero trovato altrove. E così sono saliti al primo piano, nell’altra casa, puntando in primis sul salone: lì hanno usato una sega per tagliare la prima cassaforte, che hanno svuotato. Quindi sono andati in una camera e hanno aperto il secondo forziere. La refurtiva parla di tre orologi, Cartier, Rolex e Girard Perregaux, una fede nuziale di grandissimo pregio, diverse catene d’oro con medaglie di effigi sacre e altri ciondoli, bracciali, orecchini con brillanti, anelli con diamanti, perle e altri gioielli con pietre preziose, foglie d’oro e così via. Un vero tesoro, a cui si aggiungono 500 euro in contanti.
Ma non è tutto: i ladri non si sono accontentati del contenuto delle due casseforti, ma sono andati oltre. Hanno infatti messo a soqquadro tutte le stanze, in particolare gli armadi e le cassettiere. E poi hanno infierito anche sui divani, squarciando la tappezzeria a caccia di altri preziosi che, secondo loro, potevano esser stati nascosti all’interno dai proprietari.
E c’è di più: il modus operandi dei malviventi e il loro operato all’interno della villa fanno pensare a un vero e proprio sfregio. È stata danneggiata una serranda (diversa rispetto a quella usata per penetrare in casa), è stato rotto un vaso, graffiata una credenza di gran valore, scheggiato un altro mobile, squartate anche poltrone. Il tutto nel reparto giorno. Stessa sorte per i mobili - armadi e comò - della camera da letto. Scalfiti persino gli infissi.
Il furto è stato scoperto la sera, quando l’imprenditore è rincasato. A quel punto il 75enne ha chiamato la polizia, che ha effettuato il sopralluogo con gli agenti delle volanti. Sul posto s’è recata anche la scientifica, poi le indagini sono passate agli investigatori della squadra mobile, che sono tuttora al lavoro per rintracciare i responsabili. Un’indagine non facile, considerando che i ladri sono stati molto bravi a non lasciare impronte evidenti. Secondo gli inquirenti, ad agire potrebbe essere stata una banda di esperti: gente che sa come muoversi in queste situazioni. Di sicuro nella villa erano in più di uno, altrimenti sarebbe stato impossibile agire con tanta disinvoltura. La caccia è aperta.
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