Il Tirreno

Livorno

Gli sgomberi alla Chiccaia si trasformano in discariche

di Juna Goti
Gli sgomberi alla Chiccaia si trasformano in discariche

Dopo il via al maxi trasloco alla Padula, a Shangai compaiono montagne di rifiuti I residenti: «Situazione insostenibile». Aamps annuncia: «Lunedì il cassone»

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LIVORNO. Uno degli assegnatari si affaccia alla finestra e dall’ultimo piano del palazzo mette subito le cose in chiaro: «Scusi, cosa sta fotografando? Il water e i mobili bianchi sono miei, li portiamo via oggi. Invece tutta l’altra roba che è in mezzo al cortile è lì da dieci giorni, non sappiamo più cosa fare...». Mentre il blocco della Chiccaia si sta svuotando (almeno ufficialmente), il cortile popolare che si trova nel cuore di Shangai si sta riempiendo di rifiuti.

Per lo più porte, finestre, elettrodomestici, vecchi mobili, scatoloni, cucine, mobiletti da bagno che non stanno più in piedi. Ma anche copertoni e carrelli della spesa pieni di rifiuti abbandonati sotto gli alberi: bottiglie di plastica vuote, vecchi stracci.

Gli abitanti dell’area spiegano che è in gran parte frutto del maxi trasloco in corso almeno da un paio di mesi: molte famiglie, infatti, hanno lasciato o stanno lasciando il blocco della Chiccaia per raggiungere, dopo anni, le nuove case popolari della Padula. Un’altra trentina si sposterà in autunno, quando saranno pronti gli appartamenti dell’isolato Giardino in Corea (si parla di fine settembre). Tutto mentre molti alloggi sono stati sfondati da chi è senza un tetto, come raccontano le macerie che ancora si vedono nei portoni di qualche palazzo.

Ora la situazione si sta facendo paradossale e a tratti invivibile. «Ogni giorno – spiegano dal cortile alcuni residenti – facciamo il numero verde di Aamps, ma il mezzo che porta via gratis i rifiuti ingombranti può caricarne solo un metro cubo per volta. Chiediamo che venga messo almeno un cassone, come è sempre avvenuto quando ci sono traslochi di massa».

In effetti, di questo passo, il cortile rischia di diventare una pattumiera a cielo aperto. Se già non lo è.

«Avevamo già preso accordi con Aamps – risponde dall’altra parte della cornetta la presidente di Casalp, Vanessa Soriani – proprio alla luce di questo spostamento di massa avevamo chiesto di aumentare i ritiri e mettere i cassoni».

Qualcosa non deve aver funzionato. Ma ieri pomeriggio, contattati dal Tirreno, i vertici di Aamps hanno fatto sapere che domani l’azienda farà sistemare all’ingresso del blocco un grande contenitore per la raccolta degli ingombranti.

Dall’ex municipalizzata hanno ricordato che il mezzo che si occupa della raccolta gratuita degli ingombranti (numero verde: 800 031 266) raggiunge in media 18 famiglie al giorno. A questo si aggiungono le isole ecologiche e la raccolta dei rifiuti abbandonati in città.

Ma per la Chiccaia la situazione è indubbiamente particolare, considerando il maxi trasferimento. E in attesa ancora di capire cosa accadrà quando il blocco sarà svuotato: qualche appartamento sarà usato in via provvisoria dall’emergenza casa in attesa della demolizione? La presidente di Casalp risponde così: «Quando il Comune deciderà cosa fare ce lo comunicherà, noi siamo a disposizione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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