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Livorno

«Nogarin acceleri sui lavori all’ospedale»

«Nogarin acceleri sui lavori all’ospedale»

Il sindacato dei lavoratori edili calcola una ricaduta occupazionale di 400 posti. «Ma serve una decisione»

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LIVORNO. Quando e come la nuova amministrazione ha intenzione di ristrutturare l’ospedale di viale Alfieri? La domanda - ormai un ritornello noto per le orecchie del sindaco Nogarin - stavolta non porta la firma di un politico dell’opposizione, ma dalla Fillea Cgil, il sindacato dei lavoratori dell’edilizia.

«La costruzione di un nuovo ospedale avrebbe significato molti posti per di lavoro nel settore edile, ma la scelta di rinunciare al nuovo e di ristrutturare il vecchio non è da meno - sottolinea Nicola Triolo -. Che il presidio ospedaliero di Livorno abbia bisogno di essere ristrutturato è evidente. Così com'è, non è più idoneo a offrire assistenza di qualità ai malati e anche i lavoratori operano in condizioni di forte disagio. Ormai è d'obbligo chiedere conto all'amministrazione comunale, che ha scelto con convinzione di rinunciare al nuovo ospedale, quando e come intenderebbe ristrutturare il complesso di viale Alfieri».

Secondo la Fillea Cgil la ristrutturazione del vecchio ospedale potrebbe portare almeno 100 posti di lavoro diretti per 3 anni, a cui si aggiungerebbero altri 300 posti di indotto. «Si tratta certo di numeri non sufficienti a recuperare gli oltre 1500 posti di lavoro persi nell'edilizia, ma che rappresenterebbero un po' di ossigeno», riflette Triolo.

«Con la grave crisi economica che ha investito il Paese - continua il responsabile della Fillea Cgil - il mercato del mattone è crollato e di conseguenza abbiamo registrato una fortissima crisi nel settore edile, ancora più grave in aree di crisi come quelle di Livorno e Piombino». Cosa nota da cui ora l’imprenditoria edile cerca una via d’uscita.

«Alla crisi si potrebbero contrapporre degli investimenti per recuperare posti di lavoro. Il settore delle ristrutturazioni - chiarisce Triolo - rappresenterebbe una svolta strategica: non cerchiamo sussidi e siamo sempre stati contro l'edilizia selvaggia, mai abbiamo preteso che il pubblico investa inutilmente, ma in realtà riscontriamo molti casi in cui tali interventi sarebbero necessari per offrire un servizio di qualità ai cittadini. Un esempio su tutti e il più vicino è il presidio ospedaliero di Livorno. Tocca all’amministrazione decidere come e quando dare il via alla ristrutturazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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