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Le multe le ha prese Marzovilla «Solo polverone, le pago io»
Il consulente spiega: da contratto potevo avere l’auto aziendale e nessun vincolo di orario Golino (Cgil): chiederemo conto di cosa ha fatto, il Comune chiarisca il futuro dell’ex municipalizzata
LIVORNO. «Guardi che non è neanche un dipendente quello che ha preso le multe a mezzanotte con l’auto aziendale, è un consulente messo lì dalla politica…». Le parole del sindacalista della Cgil, Giovanni Golino, danno il senso della tensione che ieri si respiravano dentro Aamps. Il fronte sindacale non ci sta a veder «sparare nel mucchio» dopo le notizie trapelate dal consiglio comunale: come riportato dal Tirreno, dopo che Elisa Amato (Fi) ha presentato un’interpellanza sull’utilizzo delle auto aziendali, è venuto fuori che tra aprile e maggio una Fiat dell’Aamps ha preso sei multe (sempre tra via delle Bandiere, via Ricasoli e gli scali Olandesi), anche in orari di solito non proprio lavorativi, ad esempio a mezzanotte.
Oggi è lo stesso Andrea Marzovilla, il consulente nominato a febbraio dal sindaco, a chiarire che l’auto multata era la “sua”. Marzovilla ha concluso il suo incarico un paio di settimane fa (la collaborazione a tempo con la partecipata si è di fatto chiusa), dopo aver presentato una lunga relazione sul piano industriale, e non solo. «Il mio contratto – spiega – prevede l'utilizzo di un'auto aziendale e non è vincolato a orari. La consigliera Amato ha sollevato un gran polverone per nulla. Ho già firmato una liberatoria in Aamps: gli importi saranno detratti dal mio compenso, che peraltro in parte devo ancora ricevere, vista la situazione di Aamps. In più, tanto per chiarire, ho una "paccata" di ricevute di benzina per le quali avevo già deciso di non chiedere il rimborso».
Il consulente tira fuori il contratto firmato a suo tempo: «C’è scritto che “al collaboratore sarà messo a disposizione un telefono cellulare che sarà restituito al termine dell'incarico” e che “potrà altresì utilizzare le autovetture aziendali”. Inoltre c’è scritto che “la presenza all'interno dell'azienda sarà funzionale all'esigenza dello svolgimento dell'incarico”. Insomma, non avevo vincoli di orario. E ho passato nottate a discutere del piano industriale».
Quelle multe fanno però discutere. Il consiglio comunale ha chiesto al sindaco un’indagine interna. E i sindacati mugugnano, guardando anche oltre. «Chiunque male utilizzi i beni aziendali – commenta Golino (Cgil) – ne deve rispondere, sia un dipendente, un dirigente o un consulente. Un conto sono i soldi delle multe, che ovviamente dovrà pagare il consulente, ma l'auto, la benzina le paghiamo tutti. Detto questo: vogliamo parlare del futuro dell'azienda». «Abbiamo chiesto un incontro alla proprietà – fa quindi sapere – per discutere del bilancio, dello sviluppo di Aamps e del suo futuro in Reti Ambiente. Questa è l'occasione per ribadire la nostra richiesta di incontro al Comune, perché a oggi non sappiamo ancora come sarà chiusa la partita del bilancio». «Marzovilla – conclude – è stato pagato per dare una consulenza sul piano industriale e chiederemo conto alla proprietà dei soldi spesi per questa consulenza: vogliamo sapere che risvolti ci sono, se il suo lavoro è stato preso in considerazione, soprattutto che futuro avrà Aamps e di conseguenza i lavoratori».
Juna Goti
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