Il Tirreno

Livorno

Emergenza profughi, ancora altri arrivi

Emergenza profughi, ancora altri arrivi

Nelle ultime ore portati a Livorno 28 eritrei: affidati in parte all’Arci e in parte al volontariato cattolico

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Altri 28 profughi sono arrivati nelle ultime 48 ore nella nostra città, secondo il programma di distribuzione messo a punto a livello centrale e poi articolato sulle varie prefetture decentrate. A quanto è dato sapere, si tratta di cittadini di origine eritrea: sono stati affidati metà all’Arci e metà al volontariato di matrice cattolica come la Caritas con l’aiuto della Misericordia. Va detto che gli eritrei spesso sono intenzionati a andare verso nord: questa è solo una tappa di passaggio.

Questi nuovi arrivi sembrano indicare che l’operazione di redistribuzione dei profughi nelle varie città, toscane e non, è ben lungi dall’essere conclusa: anche perché, come spiegano le organizzazioni e le istituzioni in prima linea a fronteggiare l’emergenza sbarchi lungo le coste dell’Italia meridionale, con l’estate e il miglioramento delle condizioni meteomarine si intensificano le partenze dalle coste mediterranee nordafricane. Non è chiaro, però, al momento se la nostra città sarà interessata effettivamente da ulteriori arrivi oppure no.

E’ da aggiungere che, come confermato dai titolari degli ex hotel Gran Sasso e Quattro Mori, la macchina organizzativa per l’accoglienza dei profughi nel nostro territorio fa riferimento a queste due strutture alberghiere riconvertite, l’uno a poche centinaia di metri dall’altro in linea d’aria. Senza dimenticare che alcuni minorenni sono stati inviati nella struttura comunale del Melo in via Caduti del Lavoro: in mezzo a mille polemiche, alimentate anche dall’arrivo del leader leghista Matteo Salvini, perché in un’altra ala del fabbricato sono ospitate alcune madri in difficoltà seguite da educatrici e servizi sociali.

Sulla vicenda dell’accoglienza dei rifiugiati torna anche Andrea Jardella, esponente del mondo cattolico, segnalando di aver chiesto alla diocesi di offrire la villa ex Alma Pace sul lungomare di Antignano al governo, al prefetto e al Comune per l’accoglienza di almeno 50 persone in una struttura dotata di letti, cucina e servizi». Jardella torna a insistere sulla propria proposta, rendendo noto che la curia ha già risposto no a una precedente richiesta. La curia spiega di aver avuto la villa in comodato dalla diocesi di Piacenza che ne è proprietaria in seguito alla donazione di una benefattrice e sottolinea di avere un vincolo d’uso come casa di esercizi spirituali per i sacerdoti.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web