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Aamps, dossier choc il consulente sentito per 7 ore in questura
Polemiche dopo la commissione speciale di inchiesta «Non hanno voluto i miei atti, ma per le contravvenzioni...»
LIVORNO. «Sono desolato del fatto che io metto al corrente la commissione di inchiesta del Comune di possibili contabilità anomale e poi stanno a guardare le sei multe prese da Marzovilla...». È un fiume in piena il consulente di Aamps voluto sei mesi fa dal sindaco Nogarin dopo il dibattito che si acceso giovedì in consiglio comunale.
«La mia auto – ripete Andrea Marzovilla – potrà anche essere stata vista di sabato mattina parcheggiata in Venezia perché sono andato a vedere come veniva svolto il porta a porta. Oppure sul mare, perché ho verificato come veniva fatta la pulizia delle spiagge. Il mio contratto prevede l'utilizzo di un'auto aziendale e non è vincolato a orari: ma secondo i consiglieri sono davvero così fesso?».
La notizia però ora è un’altra. Stando a quanto riferito da Marzovilla, la magistratura ha acquisito gli atti su Aamps che lo stesso consulente aveva portato a fine giugno nella commissione di inchiesta istituita in Comune sulla gestione della partecipata. «La commissione – dice oggi – si è guardata bene dal prendere in mano la cartellina verde che avevo portato con me in audizione: è stata sospesa per 45 minuti, poi mi è stato detto che il presidente avrebbe comunicato agli organi competenti le mie dichiarazioni. Io per tutelarmi ho protocollato tutto in Comune e in Aamps: due giorni dopo la Procura è andata in municipio, è stata acquisita la cartellina, mi ha chiamato il magistrato e ho avuto un colloquio di sette ore in questura come persona informata sui fatti».
Del contenuto di quella cartellina Marzovilla per ora non vuole parlare: «Non ho la necessità di denunciare chissà cosa e non sono un giudice. Ho portato in commissione cinque esempi di gestioni passate a mio avviso superficiali. È tutto protocollato, in modo trasparente».
La parte della commissione in cui parla Marzovilla è stata secretata: gli atti non sono stati acquisiti (è stato poi Marzovilla a farli appunto protocollare) e si sa che subito dopo la seduta il presidente Andrea Raspanti è stato sia in questura che in procura a riferire alcune frasi pronunciate dal consulente circa possibili ipotesi di reato, che starà alla magistratura verificare.
Intanto il presidente del Cda di Aamps, Aldo Iacomelli, ha aperto un’istruttoria interna rispetto a tutto ciò che è stato consegnato da Marzovilla, che una ventina di giorni fa, dopo aver depositato la sua relazione sul piano industriale e la famosa cartellina verde, ha di fatto concluso il suo rapporto di lavoro con l’azienda.
Aamps aveva firmato il contratto a progetto semestrale (per 22.400 euro) nel febbraio scorso. Tra i compiti affidati al manager c’erano l’«effettuazione di una due diligence dell’azienda», il «riassetto manageriale», la «redazione di un piano industriale», la «revisione complessiva dei costi aziendali e della pianta organica», il «riassetto della situazione finanziaria/debitoria». «Ho lavorato a testa bassa nell'interesse di Aamps– dice oggi – redigendo un rapporto di cento pagine con le problematiche da risolvere secondo la mia esperienza. La bozza del mio piano industriale era nelle mani del Comune già da marzo. Come poi utilizzeranno questo materiale non mi riguarda: sono stato chiamato a fare un lavoro e l'ho svolto al meglio delle mie capacità».
(j.g.)
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