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Porfido ai consiglieri: quest’ospedale è vecchio
In commissione presentate le 630 firme per ristrutturare oncoematologia Il primario: «A rischio la sicurezza dei pazienti». Slitta l’apertura del Secondo
LIVORNO. Le emergenze del reparto di oncoematologia e lo stallo sull’apertura del secondo padiglione sono state all’ordine del giorno nella seduta congiunta della V e VI commissione consiliare. Alla fine il quadro sulla struttura dell’ospedale di viale Alfieri è uscito desolante.
Oncoematologia. I consiglieri Cristina Bini (Pd) e Marco Galigani (M5s) portano all’attenzione dell’aula una petizione da 630 firme per migliorare le condizioni del reparto. «Professionalità d’eccellenza in una struttura alla quale servono degli interventi immediati», spiega Alessandro Baldi, presidente di Ail (Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma).
«L’impianto di climatizzazione è da rifare, i soffitti sono troppo alti, le pareti sono da imbiancare, e i bagni non possono essere in condivisione con i visitatori né tra i degenti stessi», ha spiegato.
«È emergenza per la sicurezza dei pazienti», ha aggiunto il professor Federico Cappuzzo, responsabile dipartimentale. «Chi viene sottoposto alla chemioterapia subisce un crollo del sistema immunitario, è necessario procedere all’isolamento».
Il carico finale ce l’ha messo Eugenio Porfido, ex dg ora vice-commissario dell’Asl livornese: «L’intera struttura risale agli anni ‘30 e gli ultimi interventi ai primi anni di questo secolo. Questo ospedale è come una bella signora che inizia a dimostrare gli anni che ha, ed anche qualcuno in più».
Secondo padiglione. Marco Bruciati (BL) riporta sul tavolo la questione irrisolta del secondo padiglione, ristrutturato ma mai consegnato all’Asl dalla ditta incaricata dei lavori perché bloccato da un contenzioso a pochi mesi dalla fine dei lavori. Eugenio Porfido ha dato un aggiornamento sullo stato della situazione: «Il giudice ha dato ragione ad Asl contro il ricorso della ditta che ha effettuato i lavori (che aveva bloccato i lavori e deciso di non consegnare la struttura sostenendo di aver sostenuto maggiori spese rispetto al preventivo, ndr). La stessa ditta tuttavia si sta dimostrando lenta nel fornire il materiale documentale necessario alla mediazione. Siamo pronti ad un eventuale percorso transatorio, ma per riaprire la struttura servono ancora tra i duecento e i quattrocentomila euro in opere di rifinitura». Tradotto: serviranno ancora diversi mesi per risolvere un contenzioso che paradossalmente tiene chiuso l’unico (o uno dei pochi) reparti nuovi di tutto il nostro ospedale e che sarebbe destinato ad ospitare i pazienti che oggi sono costretti a stare nel disastrato quinto padiglione.
Sos sangue. Sul tavolo è finito anche il problema del calo delle donazioni (ne parliamo nell’articolo qua sotto). Si legge nell’appello di Avis che il Centro Regionale Sangue evidenzia una reale emergenza di tutti i gruppi sanguigni. «Secondo Avis nei primi sei mesi dell’anno c’è stato un calo di 128 donazioni» segnala Baldi. «È necessario ripensare l’approccio verso i giovani e gli stessi operatori della sanità, ragionando in termini pluriennali» ha aggiunto Porfido, specificando: «Circolano false voci che vogliono gli esami del sangue a carico degli utenti o che per risparmiare si fanno meno controlli di compatibilità; ribadisco che tutti gli esami sono sempre stati e rimangono a carico del Servizio Sanitario, e che vengono condotti tutti quelli necessari per garantire la sicurezza di donatore e ricevente». Per Elisa Amato (Forza Italia) occorre «coinvolgere le scuole nella progettazione delle campagne». E al proposito arriva la puntualizzazione dell’assessore Dhimgjini: «Si tratta di una sensibilità su cui l’amministrazione sta già lavorando. Marco Ruggeri (Pd) però mette qualche puntino sulle “i”: «Dati alla mano risulta che non sono in calo le donazioni “semplici” ma quelle “complesse” come plasma e piastrine operate mediante macchine che a prima vista possono spaventare chi non ha mai donato. E’ lì che bisogna informare meglio per far risalire i numeri».
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