Il Tirreno

Livorno

il processo

Condannata a 10 anni di reclusione per la morte del marito

di Lara Loreti
Condannata a 10 anni di reclusione per la morte del marito

Livorno. Il tribunale l’ha ritenuta colpevole di violenza sessuale e omicidio preterintenzionale: pena più alta di quella chiesta dal pubblico ministero

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LIVORNO. Dieci anni di reclusione per violenza sessuale e omicidio preterintenzionale nei confronti del marito. La pm ne aveva chiesti otto. Una sentenza che è stata emessa ieri mattina nei confronti di Brigitte Skudlarek, ex ballerina tedesca di 60 anni, da tempo a Livorno, accusata di aver provocato la morte del marito Gabrio Gentilini, cameriere musicista deceduto a 61 anni il 14 maggio del 2012. È stato il giudice Antonio Del Forno a leggere il dispositivo, che arriva a oltre tre anni dalla morte di Gentilini. La moglie lo aveva sodomizzato nel suo letto di via San Giovanni, utilizzando un portarotoli di marmo lungo 35 centimetri, provocandogli lesioni irreversibili all’intestino. Un caso che all’epoca aveva creato sgomento per la crudezza dell’aggressione a sfondo sessuale. Il musicista era morto il giorno dopo in ospedale, per una setticemia. A scatenare l’ira della moglie, all’epoca 56enne, era stata la gelosia nei confronti del marito, che era rientrato a casa ubriaco, dopo essere stato con una prostituta nella zona del Cisternino. L’uomo aveva bevuto così tanto che non era in grado di reagire (forse gli voleva dare una lezione, ma l’esito era andato oltre le intenzioni). Ed è per questo che l’accusa nei confronti della donna è anche di violenza sessuale aggravata.

Ieri in aula c’erano la pm Antonella Tenerani, l’avvocata Ilaria Nannipieri che difende Brigitte Skudlarek, e l’avvocato Massimo Gambacciani, che rappresenta le parti civili, cioè la sorella e due nipoti della vittima. Assente, come del resto nelle altre udienze, l’imputata. «Ha problemi di salute al cuore - spiega Nannipieri - È per questo che ha sempre preferito non comparire in aula».

Il giudice nei confronti della donna ha anche stabilito l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e la indegnità a succedere, cioè l’esclusione dalla eredità; ciò vuol dire che l’imputata rischia di dover lasciare la casa in via San Giovanni, dove i due vivevano insieme e dove è successo il fatto. Indegnità che però sarà esecutiva solo nel momento in cui la sentenza sarà definitiva, alla fine dei tre gradi del giudizio. Skudlarek dovrà sostenere anche le spese legali. Le motivazioni del giudice saranno rese note tra sessanta giorni.

«Nessun gioco erotico, è stato piuttosto un gioco al massacro - dice l’avvocato Massimo Gambacciani - L’accusa di violenza sessuale, che si aggiunge a quella di omicidio preterintenziale, è formulata con l’aggravante legata al fatto che Gentilini era ubriaco e non in grado di difendersi». Gambacciani è soddisfatto della sentenza: «Il giudice ha sposato in pieno la nostra posizione, sconfessando totalmente la storia del gioco erotico. La donna ha agito per gelosia, aggredendo il marito».

Parla di «sentenza dura» e annuncia il ricorso in appello la legale di Skudlarek. «Ci riserviamo di leggere le motivazioni del giudice tra due mesi - dice l’avvocata Nannipieri - però da subito possiamo dire di non essere contenti: è una sentenza severa e presenteremo appello. Ho già parlato con la mia assistita e lei è d’accordo. Il giudice ha ritenuto la mia cliente responsabile di tutti i fatti, sia dell’omicidio preterintenziale sia della violenza sessuale perché avrebbe abusato del marito in stato di ubriachezza. Ma io voglio capire perché, cosa ha spinto il giudice a questa decisione. È per questo che aspetto il dettaglio delle motivazioni».

Finora la difesa sulla vicenda ha mantenuto sempre un basso profilo, scegliendo la linea del silenzio. «Abbiamo preferito così - spiega Nannipieri - perché questa è una storia molto triste. Lei non è mai venuta in aula perché non sta bene e perché è sofferente: la loro è stata una bella storia d’amore, e questo Skudlarek l’ha sempre sostenuto».

L’omicidio di via San Giovanni è stato, sin dai primi minuti, un caso molto particolare che ha scosso l’opinione pubblica, anche perché Gentilini è stato portato in ospedale, in seguito alle chiamate al 118 della moglie, quasi un giorno dopo la violenza. Ore in cui le sue condizioni di salute erano peggiorate. L’aggressione infatti, secondo quanto accertato nel corso delle indagini, era avvenuta alle 19.30 del sabato mentre il musicista era stato portato in ospedale alle 16 della domenica. Ma il giudice, dopo la relazione del perito, ha stabilito di non dover procedere penalmente in questo senso perché quel tipo di lesioni, per l’esperto, può prescindere dalla tempistica di intervento.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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