Italia
Tintarella intelligente con la app livornese high tech (e gratis)
Gratuitamente lo smartphone diventa un sensore di raggi ultravioletti grazie al Gps e a un sistema di satelliti: dopo un decennio di sperimentazione debutta la novità realizzata da un’azienda aerospaziale di Livorno, la Si-Health (gruppo Flyby)
LIVORNO. Nei giorni del solleone arriva la app che rappresenta il primo sistema di controllo satellitare della esposizione al sole. L’ha sviluppata l’azienda aerospaziale livornese Flyby srl: “Happysun” fa dello smartphone un sensore di raggi ultravioletti per evitare di scottarsi al sole. Nella sfida internazionale high tech in questo campo si differenza dai sistemi americani e francesi, lanciati sul mercato globale quest’estate, perché non ha bisogno di alcun sensore esterno da indossare e da orientare al sole: la radiazione solare in arrivo sulla tua pelle la misura con un occhio dall’alto, cioè dal satellite.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11755321:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/07/11/news/l-oncologa-l-occhio-del-satellite-che-ha-cura-della-nostra-pelle-sotto-il-solleone-1.11755321]]
Per scaricarla (gratis) ci sono due modalità. Tramite Qr-code (scaricando prima una fra le molte applicazioni che permettono di “leggere” il Qr-code) o facendo riferimento al sito www.happysun. it: la app "Happysun" fa del vostro smartphone un terminale mobile che calcola momento per momento quanta tintarella state prendendo e se la dose è giusta per la vostra pelle.
Beninteso, non con una stima teorica bensì calcolando quanti raggi ultravioletti vi raggiungono grazie al collegamento con un sistema di satelliti e al Gps, individua quanto sole (e quante nuvole) ci sono nel punto esatto in cui siete.
È il primo tassello del puzzle che nel segno della foto-protezione serve a prendere tutto il meglio del solleone: abbronzarsi in sicurezza senza dove temere conseguenze sulla pelle, né in termini di rischio di patologie come i melanomi né dal punto di vista del deterioramento estetico che magari si vedrà fra qualche anno.
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11755325:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11755325:1652050790/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
La app personalizza la valutazione chiedendo al possessore dello smartphone un identikit come fototipo: lo fa attraverso una serie di domande semplici (gradazione del colore di occhi, pelle e capelli, la presenza di lentiggini, frequenza di scottature e via dicendo). Il secondo passaggio valuta l’influenza dell’ambiente intorno: scogli, sassi, sabbia (chuara o scura), piscina, prato, asfalto o altro? Il terzo elemento è il tipo di crema, a seconda dell’indice di protezione scelto (da niente a 50 e più).
[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.11755319:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2015/07/11/news/l-innovazione-nel-regno-dell-infradito-1.11755319]]
A questo punto parte il calcolo del tempo ottimale, accompagnato cammin facendo da una serie di consigli, che ovviamente non sostituiscono quelli del medico né sono adatti ai bambini. Risultato: al tirar delle somme è consigliabile che tu resti al sole non più di tot ore e tot minuti.
«Ecco – avverte Emilio Simeone, il fisico che guida l’azienda aerospaziale livornese dalla cui costola è nata la app – che parte il conto alla rovescia, aggiornata di volta in volta se passa una nuvola o se per qualche motivo il solleone si fa più intenso: cioè non è un timer ma un dosimetro intelligente. Del resto, la clessidra nel lgo dice proprio questo: ben venga l’abbronzatura ma con la giusta misura».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
