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Goldoni, il Comune cerca il nuovo direttore
Livornese, con competenze sia in campo artistico che in quello manageriale: l’identikit del candidato ideale, l’amministrazione sta esaminando i papabili
LIVORNO. Adesso la palla è nelle mani di Nogarin: infatti, come ha sottolineato più volte l’assessore Serafino Fasulo nella riunione della settima commissione, «la nomina del nuovo direttore del Goldoni spetta al sindaco, in quanto è anche presidente della Fondazione del teatro, ed è a lui che sono state consegnate le dimissioni».
All’ordine del giorno dei lavori c’era un generico punto “fondazione Goldoni”, e la presenza del dimissionario direttore Paolo Demi non era scontata. In diversi ne hanno approfittato per chiedergli le motivazioni del suo gesto, mentre Marco Bruciati (Buongiorno) ha criticato l’assenza del sindaco.
«Gli uffici – spiega Fasulo – stanno valutando i vari curricula ricevuti, la nominare sarà in base a queste valutazioni e ad altre consultazioni». In generale, le intenzioni dell’amministrazione sembrano orientate verso una nomina livornese, ed è lo stesso assessore alla cultura a specificarlo al termine dei lavori: «Abbiamo ricevuto curriculum da ogni parte, certo che ci piacerebbe un direttore che sta nel territorio, sia per motivi pratici che per questioni di valorizzazione interna». Cercando di capire se gli orientamenti della figura ricercata sia più verso un profilo artistico o manageriale, Fasulo afferma «che l’ideale sarebbe trovare una persona che incarni entrambe le cose: esperta del campo ma allo stesso tempo che sappia muoversi nella richiesta dei fondi europei».
Per settembre avremo il nuovo direttore? «Non so dirlo, ma posso assicurare che questo non andrà a compromettere l’inizio della stagione, che rispetto al passato, è già stata programmata prima dell’estate». Ricordando che il suo era un «incarico “ad interim”, ovvero a tempo determinato», Demi ha sottolineato che le dimissioni erano dovute. A pesare sulla sua scelta anche il doppio impegno portato avanti nell’anno trascorso. «È stato difficile far conciliare la fondazione con il lavoro nell’ufficio turismo, dove tra l’altro stiamo vivendo un periodo delicato». Dopo aver reso conto del suo mandato, dove l’impegno principale è stato «coinvolgere il teatro stesso nella gestione», «limitare le spese internalizzando alcuni lavori» e «avvicinare le scuole», Demi ha confessato che «i primi a sapere che mi sarei dimesso sono stati i miei lavoratori, poi ho presentato la lettera al sindaco il 29 giugno». In generale, tutti i consiglieri hanno dato merito a Demi per il lavoro svolto, tanto che Caruso (Pd), ha chiesto a Fasulo «se è possibile trovare una soluzione con l’ufficio turismo per farlo rimanere». L’assessore ha detto che anche questa proposta verrà valutata.
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