«Vogliamo un punto di soccorso»
La richiesta di chi frequenta la zona «È affollata da tanti bimbi e anziani»
LIVORNO. «L’anno scorso è deceduto un giovane, quest’anno una donna: quanti altri ne devono morire qui al Gabbiano? L’altro pomeriggio mio nipote si è fatto male a una gamba e ho dovuto portarlo via di volata perché qui nessuno era in grado di assisterlo. Il punto è solo uno: in questa spiaggia serve assistenza sanitaria. È sempre affollata e ci sono un sacco di bambini: occorrono un punto mobile di soccorso e un bagnino. È un investimento sulla salute e sulla vita». Con queste parole Vincenza Masino si fa portavoce di un disagio molto diffuso nella zona balneare del Gabbiano e della vicina spiaggetta dei Tre Ponti: la mancanza nella zona di personale esperto nel soccorso in grado di intervenire in caso di bisogno. Un punto mobile di assistenza sanitaria, un po’ come succede a Calafuria e Calignaia, e come accadeva fino a qualche tempo fa a Quercianella.
«Che mettano a disposizione dei bagnanti almeno un salvagente, cosa deve fare una persona che si sente male? - dice Rudjana Drazhi, giovane mamma di origine albanese, ma da 22 anni in città - Io ho tre figlie e qui al mare ci vengo molto volentieri: mi trovo bene e ci sono i miei amici. Ma tanto tranquilla non mi sento perché mi domando spesso quali sarebbero le conseguenze se uno di noi si sentisse male, visto che non c’è assistenza a disposizione». Un disagio molto diffuso quello della mancanza di un punto di soccorso nella zona del Gabbiano, che viene sottolineato anche da Lidia Mangani, operatrice sanitaria di 37 anni. Lei ieri ha assistito a tutta la scena del ritrovamento e del tentativo di rianimazione della donna morta in acqua: «L’ambulanza per arrivare ha impiegato il tempo necessario, ma mi domando: si poteva fare di più? Se il soccorso fosse stato più tempestivo, la donna si sarebbe potuta salvare? A volte i minuti, anzi i secondi possono fare la differenza: se i volontari fossero stati già qui, sicuramente sarebbe stato diverso. Noi qua ci sentiamo abbandonati: una tragedia come quella di oggi può succedere in tutti i momenti». Mangani pone l’accento sullo choc che la tragedia ha causato in tutti i presenti: «I bimbi sono rimasti molto colpiti da questo dramma, ma anche gli adulti: la donna che ha dato l’allarme per prima è ancora sconvolta. S’è spaventata moltissimo poi una ragazza che temeva che la vittima fosse sua madre: l’ha chiamata subito, davanti a tutti, e c’è stato un sospiro di sollievo collettivo. Qui ci conosciamo quasi tutti e la pensiamo allo stesso modo su questo punto». «Basterebbe che ci fosse un’ambulanza - aggiunge un anziano - e sicuramente verremmo al mare più tranquilli».
Per garantire un servizio sanitario il più capillare possibile, la Svs quest’anno ha messo un mezzo nuovo che gira sul lungomare pronto a prestare soccorso a chi avesse bisogno. Ma il pericolo purtroppo resta in agguato.
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