Italia
Davanti all’ingresso la non-piazza in dolce stil Bucarest
Difficile trovare città in cui la piazza davanti alla stazione ferroviaria sia qualcosa di meglio di un non-luogo: una terra di nessuno da attraversare e sparire, se non peggio. Livorno davvero non...
Difficile trovare città in cui la piazza davanti alla stazione ferroviaria sia qualcosa di meglio di un non-luogo: una terra di nessuno da attraversare e sparire, se non peggio. Livorno davvero non fa eccezione, anzi se possibile è peggio delle altre: eppure l’architettura della stazione, senza esser certo un capolavoro, ha un certo fascino e negli ultimi anni è stata sottoposta a un maquillage che l’ha ringiovanita e resa meno sciatta e banale. Il problema è proprio la piazza Dante.
Qualcosa è stato fatto evitando che la vegetazione diventasse una boscaglia: ora i giardini non sono più una selva impenetrabile a manutenzione zero, però l’incuria continua a farla da padrona. Ci vorrebbe una idea per dare una identità e un volto a piazza Dante. Fortuna che non c’è più il fabbricato in disuso, l’ex bar davanti all’ingresso dell’atrio è stato demolito. Ma è rimasto solo uno spazio di nulla riempito banalmente dal ghiaino del giardinetto, che ora è un non-giardinetto con la vasca dei pesci anni ’50 in dolce stil Bucarest.
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