Il presidio
Costalli: ma con Civitavecchia no
Poi striglia i livornesi: «Manca la voglia d’impresa, se viene giù un masso a Calignaia si pensa solo al rischio di non andare al mare»
LIVORNO. «Se l'amico Ruffini avesse scritto questo volume con qualche mese di anticipo, ne avrebbe tratto giovamento tutta la città, perché il dibattito sul Prg portuale sarebbe avvenuto alla luce della storia e dell'evoluzione del porto». Sorride Sergio Costalli, presidente della Camera di commercio, mentre rivolge l’appunto a Francesco Ruffini alla presentazione dell'ottavo volume de "Il Porto e il Mare" (coedizione casa editrice Belforte e "Non c'è problema edizioni"): nasconde una bordata rivolta a chi nei mesi scorsi ha fatto strenua opposizione al Prg del porto. Ed è solo la prima delle stoccate che il presidente dell’ente camerale riserva ai detrattori del progetto, Comune compreso.
Ruffini, per anni protagonista della scena portuale (fino al 2003 è stato braccio destro di Nereo Marcucci al vertice dell’Authority), descrive la Darsena Europa come una «necessità insopprimibile»: è «l'unica ipotesi per dare speranza e futuro al nostro porto».
Le stoccate di Costalli. «Il libro di Ruffini – spiega Costalli – fa capire cosa c'è dietro alle trasformazioni del porto. Se tutti quanti avessero avuto queste nozioni, ci sarebbe stata una discussione con persone più informate sui fatti. Ho avuto invece l'impressione che molti conoscessero poco dell’importanza del porto per Livorno, per la Toscana e per l'Italia intera». Poi una parentesi sulla Porta a Mare: «Qualcuno è convinto che il progetto lo abbia portato la piena, o che sia dovuto all'iniziativa estemporanea di qualche amministratore, dimenticandosi dei tanti enti che hanno sottoscritto l'iniziativa a livello locale, regionale e ministeriale».
La “iattura” e il ministro. Un'altra stilettata dedicata al sindaco Nogarin arriva quando Costalli parla del possibile accorpamento in un’unica Authority sotto Civitavecchia. La giudica «una iattura». E tra il serio e l'ironico: «Non vorrei che i frequenti incontri tra il ministro Delrio e qualche autorità locale avessero portato lo stesso Delrio a questa conclusione. Forse sarebbe meglio che queste autorità andassero un po' meno a parlare con il ministro...».
Il ponte a rischio crollo. L'ultima bacchettata è per i livornesi. «Da troppo tempo c'è scarsa propensione a fare impresa», dice Costalli: «Quando sono caduti calcinacci giù dal ponte di Calignaia ho pensato: ci sono problemi di stabilità? Ci saranno ripercussioni sul traffico? C'è il rischio che i collegamenti tra città e parte sud della provincia vengano bloccati, tranne che per il tratto di autostrada più costosa del mondo? L’ho detto da un uomo di impresa. A Livorno, invece, il pensiero prevalente è stato quello di non poter andare al mare per qualche giorno».
Ruffini e la Darsena. Illustrando il libro, Ruffini ripercorre la storia di bacini e banchine dagli anni '80 ad oggi, ma getta anche uno sguardo importante sul nuovo Prg portuale: non nasconde il malumore quando sottolinea che «in porto ci sono molte opere che, per la matassa di leggi, leggine e ricorsi, aspettano da decenni di essere terminate», o quando dice che «una città-porto dovrebbe avere un solo strumento urbanistico, non un piano regolatore per il porto e un piano strutturale per la città».
L’ex numero due di Palazzo Rsociano chiude ricordando che le grandi navi portacontainer lunghe oltre 395 metri «stanno già attraccando negli scali italiani». E rincara: «Non sono più il futuro ma il presente. Per questo non si può fare a meno di grandi infrastrutture. Possiamo discutere della Vegliaia o della Bellana, ma le sorti del porto passano necessariamente dalla Darsena Europa».
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