Facciata rimessa a nuovo per il Dopolavoro Ferroviario
LIVORNO. E' tornata come nuova la facciata del Dopolavoro ferroviario livornese, un edificio risalente ad oltre ottant'anni fa e che da tempo necessitava di un intervento di restauro sul prospetto...
LIVORNO. E' tornata come nuova la facciata del Dopolavoro ferroviario livornese, un edificio risalente ad oltre ottant'anni fa e che da tempo necessitava di un intervento di restauro sul prospetto principale: il resto del complesso, comprendente anche l'ex cinema Aurora, era stato già ristrutturato in passato, mentre una falda del tetto, sul retro, ha visto anche l'installazione di un impianto fotovoltaico.
Affacciato sul viale Ippolito Nievo l'edificio fu inaugurato domenica 11 febbraio 1934 per dare sede definitiva al Dopolavoro ferroviario livornese (dapprima situato provvisoriamente in via Borra) che era stato fondato il 18 giugno1926 rientrando nel più ampio alveo dell'”Opera nazionale dopolavoro” voluta dal regime fascista nel 1925: una struttura capillare operante alle dirette dipendenze del Capo del Governo, ovvero di Mussolini, che in pratica assumeva il controllo politico sul tempo libero (dalle gite aziendali alle gare sportive) dei lavoratori di qualsiasi attività esercitata nel nostro Paese.
Nacquero così in tutta Italia i dopolavoro dei ferrovieri, dei postelegrafonici e dei vari enti pubblici, mentre anche le grandi aziende private creavano al loro interno dei sodalizi con la stessa finalità: a Livorno nacquero, ad esempio, il Dopolavoro Cantiere Oto (Odero-Terni-Orlando) oppure il Dopolavoro della Smi (Società Metallurgica Italiana) che vediamo, partecipare al Palio marinaro negli anni '30.
Nella nostra città era all'epoca dominante la figura di Costanzo Ciano, potente ministro delle Comunicazioni e di fatto numero due del regime, che fu presente all'inaugurazione del Dopolavoro ferroviario livornese a lui intitolato (la scritta a rilievo “Costanzo Ciano”, rimossa alla caduta del fascismo, era visibile sul frontone dell'edificio). Ciò rientrava in quella sorta di culto della personalità di cui il gerarca livornese (noto popolarmente col soprannome di “Ganascia”) era oggetto in quegli anni: a Costanzo Ciano furono infatti, fra l'altro, intitolati i nuovi Spedali riuniti (1931), la vasta terrazza a mare (1925) ed anche la gara automobilistica (Coppa Ciano) sul tortuoso circuito di Montenero. Restando sempre in famiglia, il nuovo stadio comunale fu invece dedicato nel 1935 alla nuora, Edda Ciano Mussolini, la figlia del Duce che aveva sposato suo figlio Galeazzo.
Nel dopoguerra i numerosi Dopolavoro ferroviario furono riconosciuti dal Ministero degli Interni come enti con finalità socio-assistenziali e successive normative hanno poi regolato la gestione ed ultimamente il passaggio del patrimonio edilizio in capo ai singoli sodalizi su base locale: il complesso di viale Ippolito Nievo appartiene infatti da alcuni anni all'Associazione Dopolavoro Ferroviario Livorno : il sodalizio livornese promuove attualmente attività sportive (calcio, nuoto, tennis, etc.) e culturali (fotografia, modellismo, etc.), viaggi, solidarietà oppure corsi di lingua. Al Collettivo Ex cinema Aurora è inoltre affidata la gestione (realizzando spettacoli musicali e teatrali) dell'attigua sala cinematografica, dismessa cinque anni fa e che nel 1934 venne inaugurata, tanto per non sbagliarsi, con la proiezione del film “Camicia nera” di Giovacchino Forzano. (r.r.)
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