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Progetti per 63 posti il Comune punta sul bando regionale
È un’opportunità per chi ha finito gli ammortizzatori sociali Livorno avrà una corsia preferenziale come area di crisi
LIVORNO. Palazzo Civico annuncia l'intenzione di partecipare al bando della Regione Toscana per «ottenere il cofinanziamento di una serie di progetti che potrebbero assorbire circa 63 lavoratori, per un anno, in settori di competenza comunale»: come, ad esempio, i settori socio-educativo, manutenzioni, archivistico. Lo ha detto l'assessore al lavoro Francesca Martini («siamo pronti»): nell’ultima riunione della terza commissione consiliare ha squadernato una lista di iniziative che il Comune vuol far partire sul fronte dei lavori di pubblica utilità.
Va detto che i progetti di pubblica utilità sono, com’è stato illustrato nella riunione, rivolti «a tutti i cittadini residenti o domiciliati in Toscana, che si trovino nella condizione di disoccupazione o inoccupazione, che abbiano esaurito il periodo di copertura degli ammortizzatori sociali e siano sprovvisti di trattamento pensionistico». Non solo: occorrerà «comunque essere iscritti al Centro Impiego».
L'assessore ha sottolineato che «il Comune di Livorno lancia al Comune di Collesalvetti la proposta di lavorare congiuntamente anche con la Provincia su un progetto di riqualificazione dell'Acquedotto Leopoldino»: lo fa auspicando una collaborazione con la Provincia e i Comuni di Collesalvetti e Rosignano («vista l'imminenza della scadenza dovrà concretizzarsi in fattive proposte nei tempi più rapidi possibili»).
Martini mette l'accento su quanto sia importante «riuscire a concretizzare nel brevissimo periodo azioni di coordinamento con la Provincia» riguardante «percorsi formativi da dedicare ai soggetti che verranno avviati al lavoro e che soprattutto attraverso una buona formazione potranno accedere in modo più competitivo al mercato del lavoro».
Al tempo stesso, nella nota di Palazzo Civico, si dedica una sottolineatura al fatto che all'incontro hanno partecipato «anche le organizzazioni sindacali e rappresentanti della Provincia» mentre «mancavano all'appello i Comuni di Rosignano e Collesalvetti, pur invitati a partecipare per l'elaborazione di progetti congiunti».
Dopo aver speso una sottolineatura per ringraziare «dirigenti comunali e aziende partecipate che si sono attivati, non appena pubblicato il bando regionale, nell'avanzare proposte in settori differenziati» (così da permettere al Comune di inoltrare in tempo i progetti candidabili), l'assessore al lavoro della giunta penta stellata di Palazzo Civico ha ricordato che il bando regionale prevede «una specifica premialità per le aree di crisi complessa come quella di Livorno»: è un aspetto «sicuramente molto positivo» anche se – ha rilevato – all’interno dei confini del solo territorio toscano risultano esservi ben tre aree di crisi complessa, ragion per cui i finanziamenti «appaiono del tutto insufficienti a trovare una soluzione per tutti i disoccupati presenti sul territorio».
C'è anche un altro elemento che a Martini non va giù nel bando varato dalla precedente amministrazione regionale: vengono accollati al Comune «tutti gli oneri e i costi per avviare i progetti e, al contrario di quanto previsto in passato, non ci sono sgravi contributivi rispetto alle assunzioni a tempo determinato». Nonostante questo, il Comune – ha aggiunto – si sta impegnando a «ricercare al proprio interno le risorse sufficienti per avviare il maggior numero di percorsi possibili».
Da parte del Comune si mettono in fila i passi successivi, una volta ottenuto il finanziamento regionale: a cominciare dal fatto che si selezionerà il personale. Come? «Ricorrendo, a seconda delle qualifiche necessarie, o al Centro per l'Impiego o alla pubblicazione di un bando».
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