Italia
Assolto per l’estorsione e le botte alla mamma
LIVORNO. Daniele Masoni, livornese di 43 anni, era accusato di estorsione aggravata, rapina e lesioni nei confronti della madre di 76 anni. A distanza di 14 mesi dal giorno della denuncia nei...
LIVORNO. Daniele Masoni, livornese di 43 anni, era accusato di estorsione aggravata, rapina e lesioni nei confronti della madre di 76 anni.
A distanza di 14 mesi dal giorno della denuncia nei confronti dell’uomo, il giudice Angelo Perrone lo ha assolto «perché il fatto non sussiste» dai primi due reati, mentre durate una drammatica testimonianza, la madre ha ritirato la querela che riguardava le presunte botte che avevano causato alla donna ferite guaribili in sette giorni.
Al centro del procedimento penale coordinato dal pubblico ministero Antonio Di Bugno, quello che sarebbe avvenuto il 9 aprile del 2014.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, Masoni per procurarsi denaro avrebbe usato violenza nei confronti della mamma. «Dammi i soldi o ti ammazzo», avrebbe gridato prendendo la donna per il collo e sbattendola al muro. È così che si sarebbe poi impossessato di 50 euro. Inoltre, sempre per procurarsi un ingiusto profitto attraverso un comportamento violenti, vale a dire strappando dalle mani dell’anziana il cellulare. «Non avevo mai visto così arrabbiato mio figlio - ha raccontato la donna durante la testimonianza in aula davanti al giudice ricordando quello che era avvenuto quel giorno -. Eravamo a casa, si è avvicinato a me, ma non ha chiesto soldi e non mi ha nemmeno preso il cellulare. I 50 euro gli ho dati io di mia spontanea volontà e senza che lui abbia usato la forza. Oggi - ha spiegato - i nostri rapporti sono migliorati».
Una versione confermata, in parte, anche dallo zio dell’imputato. «All’inizio quei soldi non glieli voleva dare, poi l’ha quasi costretta. E personalmente non l’ho visto prendere il cellulare».
Il giudice al termine della lettura della sentenza ha anche disposto l’interruzione del divieto di avvicinamento da parte dell’imputato alla madre. «Si tratta di una sentenza assolutamente positiva - spiega l’avvocato Luciano Picchi - se fossero stati riconosciuti i reati di estorsione e rapina il mio cliente poteva rischiare una pena di cinque anni di reclusione».(f.l.)
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