Il Tirreno

Livorno

Aamps deve risarcire 4,5 milioni al gestore dei servizi energetici

Aamps deve risarcire 4,5 milioni al gestore dei servizi energetici

Sentenza choc del Tar Lombardia. Nel mirino «incentivi indebitamente percepiti» dal 2003 al 2010 L’azienda chiede al Comune di anticipare i soldi: «Altrimenti è a rischio la continuità aziendale»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Per Aamps rischia di essere l'ennesima, pericolosa, doccia fredda. Lo dicono gli stessi vertici della società che hanno scritto all'assessore Lemmetti e al sindaco Nogarin chiedendo - in soldoni - l'aiuto del Comune, che di Aamps è l'unico socio. Entro il 30 giugno l'azienda dovrà infatti pagare oltre 4.5 milioni di euro al Gestore Servizi Energetici Gse (la società controllata dal Ministero dell'Economia, che eroga incentivi economici per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili), in conseguenza di una sentenza emessa dal Tar della Lombardia nel 2014 relativa al periodo che va dal 2003 al 2010, dunque due anni in epoca Lamberti e sei in epoca Cosimi. Soldi che Aamps non ha e che quindi oggi chiede al Comune, che a sua volta la invita a farseli rateizzare.

È tutto scritto nella lettera inviata da via dell’Artigianato ai vertici di Palazzo Civico il 28 maggio scorso e allegata a una decisione (la numero 197) che la giunta ha timbrato pochi giorni fa, il 18 giugno. «Si trasmette – si legge nella lettera a firma del nuovo presidente del Cda, Aldo Iacomelli – l'atto di intimazione con cui si richiede all'Aamps di pagare entro e non oltre il 30 giugno 2015 l'importo di 4.540.760 euro comprensivi di interessi. L'intimazione – viene sottolineato – è conseguente alla sentenza del Tar Lombardia con la quale l'azienda è stata condannata al pagamento, in favore del Gse, per il tramite della Cassa conguagli settore elettrico, degli importi ritenuti "indebitamente" percepiti nell'ambito della convenzione Cip 6 nel periodo 2003-2010».

La vicenda ha a che fare con gli incentivi per l’energia elettrica prodotta dall’inceneritore. Nella stessa situazione di Aamps ci sono altre 22 aziende in tutta Italia. Tra queste anche la pisana Geofor.

Aamps ha fatto ricorso al Consiglio di Stato, ma la sentenza del Tar parla chiaro: non è prevista la sospensiva. In altre parole i soldi vanno versati. Il punto – si legge ancora nella lettera a firma di Iacomelli – è che «trattandosi di una partita straordinaria e di ingente ammontare, Aamps non ha cassa per potervi fare fronte e si trova a chiedere al socio (quindi il Comune, ndr) di provvedere con urgenza all'erogazione di 4.540.760 euro, oltre al saldo della fattura relativa al secondo trimestre, pari a 8.925.000 euro». «In assenza di questi interventi – si legge a chiare lettere – potrebbe essere compromessa la continuità aziendale».

Assessori e sindaco, nella riunione del 18 giugno, hanno intanto sbloccato il pagamento della rata (quella del secondo trimestre di quest’anno) dovuta ad Aamps dal contratto di servizio. Quanto agli scottanti 4 milioni, l'amministrazione si è «riservata ogni decisione in merito al provvedimento emesso dal Gse solo dopo la produzione di un rapporto già richiesto all'Avvocatura civica», invitando intanto Aamps a «chiedere opportuna rateizzazione del debito derivante dalla sentenza del Tar».

Intanto, a quanto risulta, l’ex municipalizzata ha già scritto alla Cassa conguagli settore elettrico contestando il conteggio degli interessi (a oggi circa 230.000 euro) e diffidandola dall’intraprendere azioni contro Aamps. Nel frattempo da via dell’Artigianato si chiederà la rateizzazione del debito in 10 anni, in modo da non compromettere i già difficili conti aziendali. La stessa cosa che ha fatto Pisa dopo aver perso anche il ricorso al Consiglio di Stato.

Juna Goti

Giulio Corsi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli