Il Tirreno

Livorno

Vent’anni fa il primo trapianto Ora Livorno è leader in Toscana

di Gian Ugo Berti
Vent’anni fa il primo trapianto Ora Livorno è leader in Toscana

Il racconto dei medici che nel 1995 salvarono la vita di un ragazzo grazie alla donazione di una mamma Oggi l’Asl 6 ha il record nel settore grazie alla generosità dei livornesi. «Ma serve più informazione»

5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Superiore alla media anche nelle donazioni di organi e di tessuti per i trapianti: la tradizionale generosità dei livornesi si conferma grande. I dati parlano chiaro: nel periodo 2002-2014, la nostra Asl è prima in Toscana in questa speciale graduatoria, se si escludono le tre aziende ospedaliero-universitarie di Pisa, Firenze e Siena. Ma è una storia drammatica e commovente, che ha radici lontane. E che proprio in questi giorni compie vent'anni.

E' una sera di primavera del 1995, quando i sanitari degli Spedali Riuniti effettuano il primo prelievo avvenuto nella struttura di viale Alfieri.

QUEL GIOVANE SALVATO

DA AVVELENAMENTO

Quel giorno uno dei medici della Commissione per l'accertamento di morte cerebrale, elemento indispensabile per dare il via all'intero percorso, è Lucia Boncompagni, neurologo. «Fu un giorno importante per me e per Bruno Cappelli, l'infermiere più esperto addetto alle registrazioni elettroencefalografiche. Ma fu un giorno importante per tutta la nostra sanità», ricorda oggi.

Boncompagni riporta l'orologio a vent'anni fa e ripercorre quelle ore convulse, che permisero di salvare un giovane in fin di vita per un avvelenamento da amanita phalloides. «Ricordo un tumulto all'inizio e poi il massimo impegno professionale da parte di tutti, e ancora una forte emozione perché, quel giorno, il consenso alla donazione espresso dal figlio appena maggiorenne della signora deceduta, consentì ad un coetaneo in condizioni disperate di salvarsi».

La neurologa fa una pausa, poi aggiunge una riflessione attuale. «20 anni di esperienza ed un gruppo collaudato di medici e tecnici concorrono a ridurre la tensione durante le procedure diagnostiche, ma quel profondo senso di responsabilità esteso al paziente, ai suoi familiari ed a tutte le persone malate che sperano ancora di vivere, non è cambiato. E non deve cambiare».

IL VIA LIBERA DEL

PROCURATORE COSTANZO

Vigeva all'epoca una legislazione ancora in fase organizzativa, ben lontana da quella odierna. Ed i direttori delle Unità Operative di Neurologia, Giuseppe Marcacci ed Anestesia e Rianimazione, Giuseppe Logi ebbero un colloquio con l'allora Procuratore della Repubblica, Antonino Costanzo, per chiedere consiglio sulle procedure da eseguire, soprattutto in materia d'autorizzazione dei parenti. Negli anni poi, tante cose sono cambiate in meglio. «Nel 1999 - spiega Paolo Lopane, coordinatore dell'Area Vasta Nord Ovest dell'Organizzazione Toscana Trapianti - un'apposita legge pose le basi normative del percorso di donazione-trapianto, istituendo all'interno di ogni azienda sanitaria i "coordinamenti locali", piccole equipe medico-infermieristiche dedicate all'identificazione dei potenziali donatori di organi e tessuti».

«Ai vertici delle donazioni in Europa è sempre stata la Spagna - dice - e là i nostri colleghi si sono perfezionati - continua Lopane -. Una scelta quantomai azzeccata, perché attualmente la nostra è la regione con il più alto indice di segnalazione di potenziali donatori (83%) in rapporto alla popolazione residente (segnalazioni per milione di persone)».

52 TRAPIANTI IN DUE ANNI

E POI LE CORNEE

Nel 2012-2013 l'azienda livornese ha dal canto suo permesso il trapianto d'organo di 52 i pazienti. Per quanto riguarda invece i tessuti (cornea, cute, valvole cardiache, osso), ogni anno l'Asl 6 procura circa 60 donatori di cornea rendendo possibile il trapianto di numerosi pazienti con grave compromissione della vista.

«Di pari passo - aggiunge Lopane - è aumentata anche la consapevolezza della popolazione che ormai riconosce l'importanza del trapianto. Sono poche le famiglie che dichiarano la loro opposizione al prelievo degli organi. Il tasso di opposizione nella nostra regione(28%) è al di sotto della media nazionale (33%) e quello della nostra azienda (25%) al di sotto di quella regionale».

SULLA CARTA D’IDENTITA’

L’OK AL TRAPIANTO

«E' stato attivato in Toscana il progetto del Centro Nazionale Trapianti che è stata ribattezzata non a caso "Una scelta in Comune" - precisa ancora Lopane - che consente al cittadino che si reca all'Ufficio di Anagrafe di dichiarare, al momento del rilascio o del rinnovo del documento di identità, la propria volontà all'utilizzo dei propri organi dopo la morte, volontà che viene in tempo reale depositata all'interno del Sistema Informativo Trapianti. Molti Comuni hanno aderito tra i quali, Capannori, Camaiore, Massarosa, Altopascio, Piombino. Si apre così un'ulteriore opportunità di esercitare il proprio diritto presso le Aziende Sanitarie e l'Aido. Un ringraziamento alle famiglie donatori ed agli operatori sanitari impegnati nella donazione e nel trapianto».

QUEI LUNGHI MINUTI

TRA VITA E MORTE

Da quel giorno di primavera del 1995 sono cambiati tanti volti nelle corsie dell'ospedale e nelle sale operatorie. La scienza ha fatto passi da gigante, le procedure, le tecnologie pure. Ma l'emozione di quei momenti drammatici, la concentrazione, la sofferenza non sono cambiate di una virgola. Paolo Roncucci, direttore dell'unità operativa di anestesia e rianimazione: «Facciamo sempre e soltanto il nostro dovere, viviamo le medesime, forti emozioni, il tutto concentrato in un breve spazio di tempo e soprattutto lottando contro il trascorrere dei minuti e delle ore. Siamo ogni volta consapevoli di muoverci, noi medici, infermieri e tecnici, fra la morte e la vita, fra il dolore e la speranza. Non sapremo mai per chi avremo contribuito a salvare un'esistenza. Ma è questo il nostro compito. Per noi, i dati e le statistiche non sono numeri freddi, bensì un impegno costante e volutamente scelto. I numeri ci dicono però che le donazioni aumentano progressivamente, segno che siamo una goccia nel mare, ma un mare immenso. Siamo fra primi in Toscana, anche perché sede di una Neurochirurgia, perché funzionale è il raccordo operativo, perché ci muoviamo in un contesto regionale, l'Ott coordinato da Adriano Peris, di grande spessore, perché vogliamo continuare ad essere così. Non è una gara, sarebbe sciocco pensarlo, bensì avvertiamo unicamente il profondo convincimento di essere tutti insieme sulla strada giusta».

GIUSTARINI: SERVE

PIU’ INFORMAZIONE

Secondo il direttore sanitario, Carlo Giustarini, quello dei trapianti «è un settore importante della nostra Asl, che rappresenta un'eccellenza come procurement in Regione Toscana, anche in ragione della presenza di un'anestesia-rianimazione di riferimento su una grande città come Livorno e su un'area tributaria di 200 mila persone, che raddoppia in estate».

«La popolazione - continua - dona molto: ciò non di meno, mantenere viva ed incrementare l'attività richiede impegno costante e sensibilizzazione della popolazione, per cui sarebbe utile la diffusione delle disposizioni di fine vita, in modo da guadagnare tempo prezioso e rendere certi alcuni aspetti del consenso da acquisire».

QUEL TRAPIANTO DI RENI

NEGLI ANNI ’70

Vent’anni fa, dicevamo, il primo intervento, ma in realtà è da molto più tempo che il ruolo di Livorno nel percorso dei trapianti in generale ha avuto vita. Secondo Giuseppe Logi «all'inizio degli anni '70, Mario Selli, direttore della Clinica Chirurgica all'Università di Pisa fece - dopo contatti tra il nostro reparto, in particolare Giorgio Baldari, gli emodializzatori dell'ospedale francese di Lione e Sergio Giovannetti della Clinica Medica pisana - uno dei primi trapianti di rene da vivente a un giovane poco più che ventenne, della provincia di Firenze, in dialisi da noi, da parte della mamma».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana