Il presidio
Web e pedofilia, come proteggersi
Un vademecum realizzato dal Corecom e presentato in un convegno al Lem contro le insidie di internet
LIVORNO. I nuovi problemi della rete, il grave problema del cyber-bullismo e gli altri pericoli emergenti dall’utilizzo di internet, in primis, l’isolamento sociale, l’esposizione a possibile materiale pornografico ed a pericolosi siti che favoriscono stili di vita pericolosi, inneggiando alla bulimia, al suicidio, all’autolesionismo, quant’altro. Questi i temi del convegno “Internet@minori@adulti” che s’è svolto ieri mattina alla sede del Lem (Livorno Euro Mediterranea, in piazza del Pamiglione ).
L’iniziativa è stata promossa dal Comitato per le comunicazioni della Regione Toscana (Co.re.com.), in collaborazione con l’Università di Pisa, con la fondazione Lem, il Comune di Livorno, la Polizia stradale e delle Comunicazioni. L’evento è stato presentato dalla responsabile del coordinamento delle Relazioni internazionali della fondazione Lem, Rita Franchi, con le presenza di Ina Dimigijini, assessore al sociale del Comune di Livorno.
Sandro Vannini, presidente del Corecom Toscana commenta così: «Oggi (ieri ndr) si è portata a compimento una delle attività che abbiamo voluto realizzare proprio per la scuola ed è stato consegnato un vademecum, disponibile anche sul sito del Corecom Toscana e scaricabile in pdf. Si tratta del frutto della collaborazione del Corecom Toscana e diversi Atenei della Toscana, proprio sul problema dei reati che si sviluppano attraverso internet. Uno dei problemi principali è proprio la pedopornografia». Spiega ancora Vannini «Il Corecom in Italia ha l’obiettivo di sorvegliare i programmi radio e tv; ultimamente c’è particolare attenzione rivolta al web. Fa sorridere ad oggi sanzionare certi programmi tv, quando in pochi secondi un teen-ager può tranquillamente accedere a qualsiasi informazioni attraverso la ricerca internet». Il vademecum e l’oggetto della ricerca, però, non sono rivolti soltanto ai giovani: «Oltre ai giovani, - continua Vannini- ci siamo resi conto che un’altra fascia debole e soggetta a rischi è proprio quella degli anziani, che possono essere facilmente ingannati attraverso il web. La prima iniziativa di questo genere a favore dell’informazione è stata fatta a Grosseto. A seguito di Siena, Firenze ed il Monte Amiata, abbiamo curato anche Pisa, Piombino e Livorno. Siamo riusciti, quindi, a coprire la maggior porzione delle provincie della Toscana. A questo punto il passo in più è quello di posizionare a Firenze un centro di formazione professionale per gli insegnanti delle scuole medie e delle scuole superiori. In questo modo potranno essere loro a formare anche direttamente i ragazzi. Il Corecom Umbria e quello dell’Emilia Romagna sarebbero disposti a collaborare insieme a noi. La sede di Firenze scelta sarebbe l’Istituto degli Innocenti di Firenze».
Il consigliere Maurizio Zingoni approfondisce l’argomento: «Stamani (ieri ndr) la polizia postale ha mostrato quelli che possono essere i più frequenti reati. Il vademecum serve proprio per accompagnare il giovane attraverso la navigazione in internet. La polizia postale è sempre a disposizione per intervenire qualora si presentassero situazioni a rischio. La sensibilizzazione è stata fatta su tutte le provincie toscane ed è particolarmente rivolta alle scolaresche. Lo scopo è quello di formare i giovani, ma anche gli insegnanti, in maniera che possano trasmettere gli apprendimenti anche agli studenti».
Il professor Massimo Ampola, direttore del laboratorio di Ricerca sociale dell’Università di Pisa, commenta così l’esperienza del Corecom a Livorno: «Vannini ha avuto l’accortezza di porre l’unica sede decentrata del Corecom proprio a Livorno. Lo stile del Corecom toscano è adeguato ed all’altezza delle situazioni: affianca e sostiene la ricerca, nonché le conseguenti ricadute sul piano sociale (scuola, famiglia, lavoro, …)».
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