Il Tirreno

Livorno

Call center, da lunedì prossimo tutti a casa

di Juna Goti
Call center, da lunedì prossimo tutti a casa

Fumata nera con People Care e Seat. Ma la struttura per ora non chiude: al Mise si tratta con Comdata, tavolo il 4 giugno

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LIVORNO. Da lunedì 341 lavoratori resteranno a casa. Altri 341 lavoratori. Dopo gli oltre 400 dell’ormai ex Trw. Questa purtroppo è da ieri l’unica certezza rispetto al futuro del call center di Guasticce. Formalmente la struttura non chiuderà domani (ultimo giorno di lavoro per gli addetti del servizio), perché il contratto di una manciata di quadri andrà avanti fino al 30 giugno. Ma ieri, al tavolo del ministero, è naufragata anche l’ipotesi B: People Care e Seat non sono riuscite a trovare uno straccio di accordo per tenere concretamente in piedi il call center almeno per altri quindici giorni. Giusto il tempo di trattare con Comdata, che intanto si è aggiudicata la commessa di Seat Pagine Gialle.

Proprio in Comdata, però, sindacati e istituzioni ripongono ora l’ultima – davvero l’ultimissima – speranza: per il 4 giugno è stato fissato un nuovo tavolo al ministero e questa volta la trattativa sarà direttamente con il gruppo Comdata e con Seat, per cercare di non far spegnere definitivamente le luci del sito di Guasticce. Fino a quel giorno i lavoratori resteranno in assemblea permanente.

La nota inviata ieri pomeriggio dalla Rsu, dalla segreteria confederale della Cgil e dalla Slc-Cgil ha tirato così le somme della due giorni di trattative serrate: «Dal confronto tra People Care e Seat è emersa chiaramente una proposta irricevibile sia per le istituzioni che per le organizzazioni sindacali: non è stato sufficiente l’impegno del governo a creare le condizioni per dare continuità produttiva al sito, nonostante la tenacia di istituzioni locali e lavoratori».

Beppe Luongo (Slc-Cgil) ricorda che prima era naufragata l’ipotesi A, ovvero il subentro di Costamagna di Call&Call a People Care. Poi «si è lavorato per due giorni per costruire l’ipotesi B con l’unica altra impresa importante del settore, Comdata, che però aveva bisogno di tempo per fare le verifiche di fattibilità». «Al tavolo col ministero – ripete quindi – abbiamo tentato di ottenere una proroga da People Care e Seat rispetto alla chiusura fissata per il 31 maggio, per trattare nel frattempo un piano con Comdata».

Anche questa seconda ipotesi «non si è concretizzata perché le due aziende non sono riuscite a mettersi d'accordo su questioni sostanziali, non hanno dimostrato affidabilità e hanno presentato una proposta impresentabile, parlando addirittura del mantenimento di una ventina di persone per servizi di outbound». Ovvero quelli che danno minori garanzie, ad esempio con guadagni a provvigione. «Addirittura – si arrabbiano dal sindacato – dal tavolo è improvvisamente sparita anche la commessa promessa per tre anni con servizi inbound».

«A questo punto – riferiscono quindi dalla delegazione trattante – il ministero ha convocato un nuovo tavolo il 4 giugno per trattare anche rispetto alle quote inbound direttamente con Comdata».

Sindacati e istituzioni vogliono provare a non vedere tutto solo nero: «La struttura intanto non chiude – ripete Luongo – perché ci sono alcuni quadri che hanno il contratto in scadenza più tardi e che terranno una luce accesa per tutto giugno. Nel frattempo, stavolta, proveremo a trattare con un’azienda, Comdata, che ha le spalle larghe. Non ci arrendiamo, sapendo benissimo che da lunedì ci sono 341 operatori licenziati, in Naspi». Il nuovo ammortizzatore previsto dalla riforma del lavoro.

A cavallo delle elezioni regionali sono in molti a chiedersi se quella delle istituzioni, che parlano di “piccola speranza” o di “spiraglio”, non sia solo una mossa per rinviare il problema al post voto, considerando anche l’impegno diretto del governatore della Toscana, Enrico Rossi, che per due volte, negli ultimi mesi, ha raggiunto il call center. Tra i lavoratori la rabbia è tanta per gli impegni che a oggi, di fatto, non hanno trovato una concretezza.

«A me del risultato elettorale interessa il giusto – chiarisce subito Luongo – il 4 giugno vedremo se sarà stata solo tattica o no, come mi auguro. Tra l’altro non mi sento di escludere il ballottaggio in nessuna parte d’Italia, neppure in Toscana».

Per ieri sera alle 22, i rappresentanti sindacali di ritorno da Roma hanno convocato l’assemblea dei lavoratori a Guasticce. Intanto, nella nota inviata nel tardo pomeriggio, si annuncia che «i sindacati e le Rsu del call center proseguiranno l’assemblea permanente insieme ai lavoratori e alle lavoratrici a sostegno della difesa del sito e dell’occupazione».

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