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authority: IL sottosegretario minimizza sullA NUOVA MAPPA

«Livorno con Civitavecchia? È soltanto una delle ipotesi»

«Livorno con Civitavecchia? È soltanto una delle ipotesi»

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LIVORNO. «Guardate che stiamo parlando di ipotesi, la riforma della portualità non è cosa di domattina: c’è ancora molto lavoro da approfondire». Il sottosegretario alla presidenza del consiglio Claudio De Vincenti ce la mette tutta per gettare acqua sul fuoco all’indomani delle indiscrezioni sulla nuova geografia della riforma della portualità che il neo-ministro Delrio avrebbe riscritto rispetto al testo arrivato a mezzo passo dal varo appena prima delle dimissioni del ministro Lupi.

L’ipotesi più accreditata a marzo vedeva Livorno pilastro sia di una articolazione su 14-15 Autorità Portuali sia di una bozza che ne prevedeva meno della metà. Invece nella riformulazione firmata ora da Delrio il nostro porto finirebbe accorpato con Piombino e soprattutto Civitavecchia. Quest’ultimo è il porto di Roma non solo geograficamente: è qui che si compiono le grandi manovre del potere politico romano. Se pensiamo che proprio il riconoscimento di un adeguato rango di Civitavecchia è uno degli scogli-chiave contro il quale sono finora naufragata le varie mappe di riaggregazione, c’è da capire perché la portualità livornese non dorma sonni tranquilli: teme di finire stritolata nei giochetti del sottobosco politico romano.

Il problema è anche un altro: nell’accordo di programma l’Authority di Livorno ha un ruolo-guida anche nel reperimento dei fondi. E se si assottigliasse il ruolo? De Vincenti ripete che «c’è bisogno di Autorità portuali con un ruolo rilevante, – dice in risposta al cronista che lo incalza – queste non sono altro che alcuni fra gli scenari sui quali si sta lavorando».(m.zu.)

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