Il Tirreno

Livorno

Goldoni esaurito per l’Ossessione della Von Frinzius

di Maria Giorgia Corolini
Goldoni esaurito per l’Ossessione della Von Frinzius

Livorno, grande successo di pubblico e di applausi per la prima del nuovo spettacolo della compagnia teatrale diretta da Lamberto Giannini

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LIVORNO. Grande successo di pubblico e di applausi per la prima del nuovo spettacolo della compagnia teatrale Mayor Von Frinzius, diretta da Lamberto Giannini, che nella notte di giovedì 22 maggio ha richiamato al Goldoni quasi mille livornesi facendo il tutto esaurito.

Ossessione. Il surplace di Maspes ha portato sul palco dello storico teatro livornese un collage di demoni e pensieri ossessivi, ansie e paure collettive, molte delle quali provenienti direttamente dalle teste di alcuni degli 84 attori: dall'amore alla perdita, dal sesso all'abbandono, dal lavoro alla solitudine.

Ma quello che davvero resta al centro del palco e si sedimenta sul fondo del cuore è l'atavico, irrimediabile scontro tra la mente e il corpo, l'ossessione tra quello che vorremmo essere e quello che si è, tra come davvero siamo e come ci rappresentano. E sono proprio i corpi a farla da padrone in questa grande surreale metafora che affonda la lama dell'ironia e risveglia dal torpore quotidiano: corpi di ogni forma e dimensione, vestiti di abiti uguali, come a volerci ricordare che siamo tutti uomini e che non ci sono differenze, se non nell'individualità, nella soggettività, nel dettaglio e nel difetto che rendono ognuno di noi particolare ed unico.

La disabilità è centrale in questo gioco, e del resto è proprio per i disabili che la compagnia è nata e continua il proprio lavoro ma lo fa senza retorica, con una sensibilità umana e artistica scevra da buonismi che rifiuta la lacrima facile.

A vedere lo spettacolo ci si commuove, ma solo un po'. Si ride, piuttosto, ma sopratutto si pensa: “Siamo accoglienti e aperti o c'importa davvero una sega di tutto? Se vuoi essere, Livorno ti aiuta; se vuoi cambiare, Livorno ti distrugge: perché ormai in un unico modo ti ha catalogato e in quello devi stare, altrimenti ti ricolloca con la forza tombale di una battuta”.

Insomma, accettare non vuol dire accogliere. E se prima i disabili venivano presi in giro con offese irripetibili, non è sostituendo ad un'etichetta un'altra più asettica e pulita che si risolve il problema.

I quattro attori disabili vestiti da supereroi con una grande acca maiuscola stampata sul petto non fanno altro che ricordarci che serve pensare la disabilità in un altro modo, non più come una mancanza o come un esserci a metà, quanto piuttosto come una particolarità, un modo di essere.

“La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza” scrisse Pier Paolo Pasolini, ed è proprio questo che gli attori del Mayor ci ripetono ossessivamente dal palco. Come a dire che siamo tutti ossessionati, ed è proprio per questo che siamo pieni di risorse, perché è proprio dalla fragilità che possono nascere le occasioni di rivincita. Basta prendere le nostre ossessioni per le corna, e dominarle. Come hanno fatto loro, che nel portare sul palco le proprie, hanno regalato alla città di Livorno una serata davvero speciale. Prossimo appuntamento con Ossessione in versione ridotta, come da tradizione, il 19 giugno prossimo, nell'ambito della Coppa Barontini.

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