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Un bus su tre non funziona perché guasto. E lunedì è sciopero

Roberto Cestari
Un bus su tre non funziona perché guasto. E lunedì è sciopero

I sindacati spiegano i motivi dell'agitazione e puntano il dito sull'abbandono della manutenzione e sui tagli da parte di Ctt

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LIVORNO Uno sciopero per puntare il dito contro l'abbandono o quasi della manutenzione dei mezzi, ma anche con i problemi che stanno creando al personale e soprattutto ai cittadini i sequestri dei veicoli e i tagli alle corse. E proprio per questo si vuol spiegare alla gente che l'agitazione in programma lunedì prossimo dalle 17,30 alle 21,30, vuol essere soprattutto una protesta contro una situazione che penalizza il servizio e l'utenza, su cui, a Livorno, si innestano i problemi legati ai sequestri, per i quali si richiamano i vertici dell'azienda alle proprie responsabilità, visto che - si è aggiunto - ultimamente si è invece distinta per vilipendere lavoratori e sindacato». Ecco il sunto della conferenza stampa indetta ieri mattina alla sede Filt Cgil, cui hanno preso parte, oltre al segretario provinciale Filt Claudio Picchiottino e Alessio Bernini, responsabile provincile del Traporto pubblico locale Alessio Bernini, i suoi omologhi della Fit Cisl Uliano Pardini e della Faisa Cisal, Marco Landi.

Dapprima è stato spiegato che lo sciopero del 25, seppur con modalità diverse, interessa tutto il territorio della Ctt, quindi, oltre a Livorno, Pisa, Massa Carrara e Lucca. La questione è quella delle manutenzioni, di fatto «abbandonate o quasi , con carenza di personale e di pezzi di ricambio, tanto che ormai è invalsa la pratica di "cannibalizzare" i veicoli, fermandone uno e ricavandone i ricambi per far marciare gli altri». Questo, è stato aggiunto, per il processo di esternalizzazione portato avanti da anni, ovvero «dall'ingesso del socio privato, con quello pubblico che o approva o non si accorge di quello che succede». A questo, a Livorno, si aggiungono i problemi derivanti dai sequestri della procura. Di fatto, è stato spiegato, gli autisti arrivano al deposito e non trovano bus da guidare, perché sono rotti o non possono marciare.

«E' successo così che negli ultimi giorni,su 39 mezzi che dovevano uscire, ne sono partiti il 30%, 12, in meno: sono saltate le corse e ci sono stati pesanti ritardi: e la gente, giustamente inviperita, alla fine se la prende con gli autisti». Poi il capitolo sul presidente Zavanella e le sue accuse sui sabotaggi: «Ha infangato 1.600 lavoratori e il sindacato, che, glielo ricordo, in questo Paese è sempre stato dalla parte della legalità - ha tuonato Picchiottino - noi abbiamo fiducia nella magistratura e se emergerà la responsabilità di qualche dipendente, non lo difenderemo di certo, ma il presidente pensi bene anche alle sue di responsabilità». A questa situazione, si è aggiunto, cui si sommano i tagli decisi e confermati dal Comune, che nei fatti «non ha cambiato la politica di disinteresse verso il trasporto pubblico della giunta precedente». «Il 26 abbiamo un incontro col Comune, per il tavolo sul trasporto pubblico - conclude Picchiottino - speriamo di trovare un'apertura, che finora questa giunta non ha dimostrato».

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