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Livorno

«Pronti a impugnare l’atto» Ma i balneari si spaccano

«Pronti a impugnare l’atto» Ma i balneari si spaccano

I concessionari di Lido e Roma si presentano alla conferenza stampa del sindaco poi arriva Giachetti (Tirreno): «Non dovevate venire». E in piazza scoppia la lite

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LIVORNO. «Cosa ci fate qui? Avevamo deciso di non partecipare all'incontro. Non dovevate venire in Comune, ora mi faccio sentire io!». È appena terminata la conferenza stampa di presentazione dell'ordinanza sul libero accesso al mare, quando Gianfranco Giachetti arriva a gran velocità a bordo del suo scooter davanti a Palazzo civico. Il titolare dei Tirreno, e fino a pochi giorni fa presidente del sindacato balneari di Livorno, è su tutte le furie. L'abbigliamento (polo azzurra, pantaloncini corti gialli con motivi floreali e ciabatte) non è quello di chi aveva intenzione di presenziare a un incontro ufficiale in Comune, quanto piuttosto quello di chi stava mettendo a punto gli ultimi ritocchi nel proprio stabilimento, prima di essere raggiunto da una notizia che gli ha fatto ribollire il sangue nelle vene.

Giachetti si ferma un attimo, giusto il tempo di togliersi il casco, poi si dirige a passo svelto verso Riccardo Ganni e Andrea Picchi, gestori di Lido e Roma. I due sono usciti dal municipio dopo aver preso parte agli ultimi scampoli della conferenza stampa. «Eravamo d'accordo di non partecipare – grida Giachetti ai colleghi – abbiamo scritto anche una nota per questo. Non dovevate venire qui». I due gestori provano a calmarlo, ma il titolare dei Tirreno insiste: «Ora ci vado io a parlare con il sindaco». «Fai quello che vuoi Gianfranco – rispondono Picchi e Ganni mentre Giachetti prende la via del Comune – ma ricordati che non sei più presidente del sindacato».

Il riferimento è a quanto successo il 12 maggio, quando Giachetti, a nome del Sib, scrisse una lettera indirizzata al prefetto Tiziana Costantino e al sindaco Nogarin. Con quella nota, il Sib chiedeva un incontro con la prefettura, sostenendo che modificare in corsa l'organizzazione degli stabilimenti avrebbe influito sulla capacità attrattiva nei confronti dei clienti al punto da mettere a rischio anche posti lavoro. Dopo quella lettera si è accentuata la frattura interna al Sib: alcuni gestori, tra i quali proprio Ganni e Picchi, avrebbero chiesto al presidente di fare un passo indietro.

Non ne fa mistero lo stesso Giachetti, che si presenta in Comune come «presidente dimissionario». Poi, uscendo dal Palazzo, spiega: «Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) tutti i gestori si sono riuniti per analizzare l'ordinanza definitiva. Ebbene, l'assemblea del Sib ha deciso all'unanimità di impugnarla». I concessionari si sono confrontati con il loro legale, l'avvocato Paola Bernardo (ex assessore della giunta Cosimi): «Seguendo il suo consiglio – prosegue Giachetti – abbiamo preparato il comunicato dove abbiamo esposto le nostre perplessità, riservandoci la possibilità di tutelarci nelle sedi opportune. Ma soprattutto abbiamo annunciato di non partecipare alla conferenza stampa».

Giachetti è furibondo, al punto che risalendo in sella allo scooter quasi si dimentica di rimettere il casco. «Questi due signori sono venuti qua per conto loro – attacca riferendosi a Picchi e a Ganni – non certo in rappresentanza del sindacato. Siamo tutti d'accordo nell'impugnare l'ordinanza. La applicheremo, certo, ma al contempo ci muoveremo nelle sedi opportune».

In realtà basta fare qualche telefonata per capire che i gestori sono spaccati. Molti gestori nel pomeriggio hanno parlato della via legale solo come di una possibilità nel caso in cui dovessero nascere criticità dalla concreta applicazione dell’ordinanza. Lo ha ripetuto Ganni, lo ha ripetuto Picchi, che ieri pomeriggio, dopo il botta e risposta con Giachetti, ha precisato che «quando siamo usciti dall'assemblea del Sib, abbiamo deciso di partecipare alla conferenza solo per chiarire la posizione dei balneari». «Nessuno – ha replicato Picchi – ha deciso a priori di impugnare l'ordinanza. Staremo a vedere quello che accadrà, poi ognuno è libero di fare cosa vuole».

I balneari si riuniranno di nuovo nella sede della Confcommercio la prossima settimana, anche per fare verifiche interne alla categoria. Giachetti ieri pomeriggio ha ripetuto che «l’ordinanza va impugnata» e ci ha tenuto a ricordare che «io sono membro del Sib nazionale e vicepresidente regionale: qui mi sono dimesso da presidente, ma rappresento ancora il sindacato a Livorno, chi vuole fare scelte diverse esca...». Il vicino di stabilimento, Umberto Simi (Nettuno), sembra pensarla come lui: «Questa ordinanza è da impugnare, mi sembra un caos, come facciamo a controllare chi entra?».

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