Il Tirreno

Livorno

la polemica

Palio, Pontino e Ovosodo minacciano di lasciare le gare remiere

di Juna Goti
Il gozzo del Pontino San Marco
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Il gozzo del Pontino San Marco

«Mai assegnate le nuove cantine, mentre paghiamo affitti e bollette alle stelle» Scoppia la protesta delle sezioni storiche: soluzione o ci fermiamo dopo l’Antenna

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LIVORNO. «Se il Comune non risolve il problema delle cantine e delle bollette, facciamo la gara dell’Antenna e ci fermiamo: niente Barontini, Risi’atori e Palio». Ad annunciare una protesta che avrebbe del clamoroso sono due cantine storiche: Pontino e Ovosodo. La polemica scoppia alla vigilia del Palio dell’Antenna, che per la prima volta non sarà disputato ad agosto ma il 20 e il 21 maggio, sempre davanti agli scali Novi Lena, prendendo di fatto il posto della Coppa Santa Giulia (che ogni anno veniva organizzata sugli Scali delle Cantine).

Dal taglio del numero di gare nascerà il “Palio di Santa Giulia - Giostra dell'Antenna”, che sarà presentato domani a Palazzo Civico. Ma non è questo al centro della polemica. I giallorossi del Pontino e i biancogialli dell’Ovosodo lanciano l’sos cantine, con i problemi di spazi, di pagamento degli affitti e delle bollette. Partendo da un presupposto: «La riforma che ha portato all’accorpamento dei rioni, passati da sedici a otto – ripete il vicepresidente del Pontino, Attilio Lemmi – doveva servire anche ad assicurare a tutte le sezioni nautiche la possibilità di ripartire con gli stessi mezzi, a cominciare dagli spazi per gli allenamenti. Invece così non è stato, nonostante il censimento fatto delle cantine pubbliche vuote. Nel nostro caso gli spazi non bastano, hanno bisogno di lavori e il pontile per le barche finora ci è stato concesso da un privato. Ci avevano assegnato una nuova sistemazione sugli Scali del Refugio, ma ci sono problemi».

«In più – sottolinea – mentre noi dobbiamo pagarci le bollette, altre sezioni nautiche non lo fanno, perché ci pensa il Comune: ci sono appena arrivati da pagare 700 euro di luce, abbiamo chiesto di rateizzare l’ultima bolletta, i dirigenti si stanno autotassando. Non ce la facciamo più ad andare avanti così: si trovi una soluzione, che sia per tutti uguale, o il Palio dell’Antenna sarà la nostra ultima gara».

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«E sia chiaro – lancia la provocazione Sergio Marconi, dirigente di primo piano dell’Ovosodo – che al Palio marinaro ci faremo sentire così tanto che alla fine non gareggerà nessuno».La situazione dell’Ovosodo non è un mistero: la storica cantina che si trova nel cuore del pentagono ha rischiato a più riprese lo sfratto dal proprietario privato dell’immobile. «L’affitto – ricorda il volto simbolo della sezione nautica, il presidente Pirro Stefanini – negli ultimi anni è passato da circa 200 a oltre 700 euro, poi siamo riusciti a farlo portare a 500. Fino al 2013, la precedente amministrazione ci ha dato un contributo per pagare l’affitto. Ma nel 2014 e nel 2015 non è arrivato più niente e ora dobbiamo trovare 10.000 euro. Ora basta, non sappiamo più come fare, se non si trova una soluzione consegniamo le chiavi alla proprietaria e tutti a casa...».

Il punto, come ricorda Stefanini, è che stando al piano varato due anni fa insieme alla riforma «l’Ovosodo avrebbe dovuto trasferirsi nelle cantine vuote dell’ex Colline o dell’ex Antignano, sugli Scali d’Azeglio». Ma a quanto risulta il Comune ha fatto i conti senza l’oste, perché quegli spazi sono demaniali. Morale della favola: «Ancora non ci è stata assegnata alcuna cantina». «Da mesi – si arrabbia Stefanini – chiediamo di parlare con l’assessore allo sport: si trovi una soluzione o due sezioni storiche lasceranno subito dopo l’Antenna».

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