Il Tirreno

Livorno

Costalli: attenti, gli investitori ci guardano

di Mauro Donateo

La strigliata del presidente della Camera di Commercio: nel mirino anche gli imprenditori

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LIVORNO. All’indomani dell’acceso Comitato portuale in cui il sindaco Nogarin ha attaccato duramente lo studio dell’Ocean Shipping Consultants su porto e Darsena Europa, i malumori non si placano. Durante il convegno dal titolo “Infrastruttu- re e energia: prospettive per il rilancio del porto di Livorno” verso quelle affermazioni del primo cittadino piove ancora una marea di critiche. A cominciare da quelle del presidente della Camera di Commercio Sergio Costalli: all’iniziativa organizzato nella sede della Ccciaa e coordinata da Maria Gloria Giani (presidente Propeller Club) e da Laura Miele (presidente Asamar), il numero uno dell’ente camerale ha usato toni pesanti e non ha risparmiato critiche anche agli imprenditori portuali.

«Sono molto infastidito – ha tuonato Costalli, in modo molto accalorato – per quello che sta succedendo in città: abbiamo un fiume di fondi pubblici, un accordo firmato con il governo: tutti ci invidiano e qui si fanno ancora problemi. Chi ci vede da fuori riamane davvero sbalordito di fronte a questa situazione». E ha aggiunto: gli investitori «prima di venire e mettere i soldi, guardano anche al contesto generale: se non c’è coesione si va poco lontano».

Ed è qui che è partita una frecciatina verso gli imprenditori portuali presenti in sala, accusati «di aver sonnecchiato troppo in questi mesi, e di essersi svegliati solo ora». Poi Costalli ha invitato a prepararsi «ai vari comitati che nasceranno contro la Darsena Europa, ai ricorsi, tutte cose che ci faranno perdere tempo, ma noi dobbiamo rimanere uniti e fare presto».

Dopo aver parlato dell’importanza dell’innovazione della logistica e delle infrastrutture nel porto, il numero due dell’Authority Provinciali ha mostrato una foto scattata da sopra una nave della Uasc, da 7mila teu, che per la prima volta ha fatto ingresso in Darsena Toscana a gennaio. Dall’immagine si sono viste le difficoltà di accesso a causa dell’entrata stretta: «Ecco – ha commentato il segretario generale- con questa visuale si comprende la necessità della Piattaforma Europa». Sulla questione dei fondali, invece, ha fatto alcune precisazioni: «Nel Prg portuale si prevedono a 16 metri perché bisogna bilanciare il materiale dragato con il riutilizzato. Andare a 18 metri significa quattro milioni e mezzo di metri cubi in più di materiale: e che ne facciamo?»

Provinciali ha spiegato anche che «lo studio dell’Osc certifica che le grandi navi, che non sono l’obiettivo principale, pescano fino a 15,5 metri: quindi ci rientriamo». Poi: fondare le banchine a 18 metri «è un consiglio, che possiamo anche prendere in considerazione se lo riteniamo opportuno». Dello stesso avviso anche Luca Becce (Tdt): «Certo che a 18 metri si fa meglio, ma anche con 16metri si lavora benissimo lo stesso».

Sulla stessa scia di Costalli, anche Giuliano Gallanti (presidente Autorità Portuale) che comunque ha ribadito con forza la volontà «di andare avanti». Della zona franca e delle procedure di sdoganamento ne ha parlato Massimo Ricasoli (Agenzia delle Dogane), mentre Luigi Giuliano (condirettore Confindustria) ha posto l’accento sulla disparità dei costi dell’energia nei vari Paesi. Infine, ha portato il suo saluto Gianni Anselmi, candidato alle regionali con il Pd.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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