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Nella riforma spunta l’idea di unirci a Civitavecchia
LIVORNO. Macché super-Authority unica con l’Agenzia che guida tutto da Roma, macché la riduzione a 15 dei porti di interesse nazionale. Il ministro Graziano Delrio – in sella da poco più di un mese...
LIVORNO. Macché super-Authority unica con l’Agenzia che guida tutto da Roma, macché la riduzione a 15 dei porti di interesse nazionale. Il ministro Graziano Delrio – in sella da poco più di un mese dopo le dimissioni del suo predecessore Maurizio Lupi al culmine di un durissimo scontro interno al governo – avrebbe di fatto mandato in soffitta buona parte della riforma dei porti che Lupi aveva fatto arrivare fino a un passo dal traguardo. A dirlo è Meditelegraph, autorevole sito specializzato, che parla di una riforma fatta tramite decreto forse già a fine mese o tutt’al più entro settembre. Con un cambiamento inatteso per Livorno: nella nuova geografia della portualità suddivisa in otto distretti, Livorno aggregherebbe sì Piombino (e questo è dato da molti per scontato) ma per il resto non guarderebbe più a nord (aggregando anche Marina di Carrara o La Spezia, come in una delle ipotesi del comitato di saggi) bensì a sud (andando dunque a nozze con Civitavecchia). Resterebbe la figura del presidente: affiancato però da una sorta di consiglio d’amministrazione invece che dal comitato portuale com’è adesso.
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