Salta il matrimonio Compagnia-Cft
Resterebbero però in piedi il patto commerciale e le società nate dall’alleanza
LIVORNO. Non c’è pace nell’ingarbugliato mosaico delle banchine: a distanza di 16 mesi dalle prime anticipazioni sulle loro “nozze”, fra la Compagnia portuale e la maxi-coop fiorentina è già finito il matrimonio. Lunedì 18 è annunciata l’assemblea in sala Montecitorio e, a quanto è dato sapere, i portuali verranno informati che salterà il comitato paritetico che era la cabina di comando dell’alleanza fra le due coop.
Si tratta di indiscrezioni da confermare: risulta però che Cft e Compagnia – fra le quali non erano mancati scerzi, soprattutto quando i portuali avevano aperto una trattativa con Neri – avrebbero deciso di comune accordo un passaggio che forse non è una rottura radicale se venisse confermato che restano in piedi alcune realtà come Mito e Kambusa nate in tandem fra le due società. Derubricando però le “nozze” a un semplice patto commerciale fra imprese.
Mauro Zucchelli
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