Nogarin scrive a Gallanti: Provinciali è incompatibile
Il sindaco chiede di verificare il ruolo del presidente di Porto 2000 E i consiglieri grillini chiedono le dimissioni e lo stop alla privatizzazione
LIVORNO. Si apre con un colpo di teatro del sindaco Nogarin, la terza commissione consiliare, riunita ieri pomeriggio per parlare della Porto 2000, del suo processo di privatizzazione, del relativo bando di gara, e soprattutto del futuro dei lavoratori (circa 108, 48 stagionali, i restanti con contratto a tempo indeterminato). Il sindaco, appena rientrato da Firenze per la firma dell’accordo di programma per Livorno, consegna ai consiglieri un lettera datata 6 maggio, inviata al presidente dell'Autorità Portuale di Livorno, Giuliano Gallanti, e al presidente del Collegio dei revisori Armando Conclusio, che ha per oggetto “incompatibilità tra incarichi: richiesta elementi informativi”.
In particolare, nel documento Nogarin chiede che sia fatta chiarezza in merito alle “disposizioni sulle incompatibilità fra le cariche in società partecipate da parte degli organi di vertice e dei dirigenti degli enti pubblici partecipanti”. Chi c’è nel mirino del sindaco? Massimo Provinciali e Matteo Paroli, rispettivamente segretario e dirigente dell’Autorità Portuale, il primo presidente di Porto 2000, il secondo membro del cda di Alp srl.
Nogarin chiede “rassicurazioni” a Gallanti, sottolineando che il suo “interesse è finalizzato ad evitare le pesanti sanzioni di invalidità degli atti eventualmente emanati da un cda viziato da composizione irregolare”.
Una posizione dura quella del sindaco che durante la commissione, aperta dalle audizioni delle rappresentanze sindacali della Porto 2000, è stata supportata dalle posizioni, altrettanto forti, da parte di alcuni consiglieri pentastellati. Valter Sarais ha chiesto a gran voce le dimissioni da presidente della Porto 2000 di Massimo Provinciali, con un forte attacco che ha coinvolto anche Gallanti: «La solidarietà è massima verso i lavoratori – ha detto Sarais – ma c'è molta indignazione verso uomini dello stato che non gestiscono la cosa pubblica come dovrebbero, a sostegno dei lavoratori, della città». Anche Alessio Batini ha ribadito la contrarietà del gruppo Cinque Stelle verso il progetto di privatizzazione: "Non esistono fondamenti giuridici che dicono che la Porto 2000 vada privatizzata per legge», ha detto Batini.
Contro la privatizzazione anche la Uil. «Dopo mesi di richieste verbali e scritte – ha detto Fabio Bicchierini di Uil Tucs Uil – non abbiamo avuto chiarimenti rispetto alla salvaguardia dei lavoratori. Abbiamo un contratto integrativo scaduto da un anno, che dovrebbe essere rinnovato. L'esternalizzazione del servizio di pulizie, che riguarda tre persone, per cui è stato avviato una gara di appalto con una cooperativa, per noi rappresenta l'inizio della fine. Da parte della dirigenza aziendale vediamo molto disinteresse». Sulla stessa linea anche Maria Grazia Macchia, Rsa Fisascat Cisl. «Sulle garanzie occupazionali - ha detto Enrico Barbini, Rsa Filcams – c'è un grosso punto interrogativo. Ad oggi siamo allo stato primitivo del Prp, i cui contorni andrebbero definiti maggiormente».
Ruggeri (Pd) e Raspanti (Bl) hanno chiesto, invece, un ulteriore passaggio in commissione sulla questione privatizzazione, e relativo bando di gara, con l'audizione di Provinciali e Gallanti. «È il momento peggiore - ha detto l'assessore al lavoro Martini - per vendere la Porto 2000. Dietro questo processo c'è una responsabilità pubblica e politica che nessuno vuole assumersi. Questa fuga all'ultimo momento per vendere è assurda, intollerabile». Per martedì mattina è previsto un incontro tra lavoratori, sindacati e azienda.
Rosanna Harper
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