Il Tirreno

Livorno

Container, aprile record in Tdt (più 46%)

Mauro Zucchelli
Nave portacontainer al terminal Tdt in Darsena Toscana
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Nave portacontainer al terminal Tdt in Darsena Toscana

Dopo una fase con il segno "meno", dalla fine dell'estate scorsa l'inversione di tendenza e in aprile l'impennata record nelle movimentazioni nel terminal contenitori più importante del porto di Livorno

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LIVORNO. «Siamo tornati praticamente in linea con il periodo prima della crisi, quel 2008 che per noi di Tdt è stato il record: è stato un aprile a gonfie vele. E sono tutti traffici nuovi: li abbiamo strappati ad altri porti, neanche un teu lo abbiamo preso a un’altra banchina livornese». Parole e musica di Luca Becce, amministratore delegato di Tdt, la società controllata dal pool genovese guidato da Luigi Negri (con la Compagnia Portuale socio di minoranza) che ha in mano il principale terminal contenitori del nostro scalo, uno dei primi venti del Mediterraneo.
Parlano le cifre, e stavolta non è la grandinata di segni “meno” alla quale ci aveva abituato il nostro porto nel Grande Freddo della crisi. Nel mese di aprile sono stati effettuati 34.536 movimenti di container (che è cosa diversa dal calcolo in teu), il 46% in più rispetto a dodici mesi prima.

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Nei primi quattro mesi di quest'anno i contenitori movimentati hanno sfiorato la soglia dei 120.000 (per la precisione: 119.914), con una impennata del 40,7% se si raffronta il dato con quello dello stesso arco di tempo nello scorso anno. Se anziché ai contenitori si guarda alle navi, va detto che sono state 240 quelle che hanno fatto tappa al terminal Tdt da gennaio a fine aprile, con un incremento del 32,6% a paragone delle 181 arrivate nel primo quadrimestre 2014.

In soldoni, ci si è attestati su una media di 30.000 movimenti al mese (ma con un picco al di sopra dei 34.000 proprio nell'ultimo mese fotografato): ben al di sopra dello standard sui 21-23.000 che aveva contrassegnato tanto il 2013 che buona parte del 2014, quantomeno fino alla fine dell'estate, mentre l'inversione di tendenza registrata a partire da ottobre aveva portato nell'autunno scorso a una media mensile di 26-28.000 movimenti.
Certo, il raffronto è più facile visto che la base di partenza era particolarmente negativa: i primi nove mesi del 2014 erano andati perfino peggio d’un 2013 già deprimente. Ma è il segno che si consolida la svolta: nasce anche da una strategia commerciale più aggressiva ma, in realtà, è lo stesso stato maggiore di Tdt a sottolineare l’importanza di un doppio mutamento di scenario.

Ad esempio, già al presente: «C’è stato un miglioramento dell’accessibilità grazie ai dragaggi. E questo – afferma Becce – ora consente l’ingresso anche alle portacontainer da 7.000 teu: non più come evento eccezionale bensì nella normalità. Già una quindicina le navi di queste dimensioni che, seppur con la limitazione del pescaggio a 11,40 metri, hanno potuto entrare da noi o da Lorenzini. E non è tutto: resta qualche limite dimensionale, ma si è aperta la possibilità di entrare e uscire di notte».

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Ma c’è un cambiamento anche di orizzonte: «Nel mondo della portualità si è percepito che Livorno è tornata a darsi una prospettiva», dice Becce. Tradotto: la Darsena Europa non è altro che un progetto ma viene vista con attenzione adesso che ha dalla sua gli impegni di governo, Regione e Authority per un importo di 450 milioni di euro. Il porto di Livorno, agli occhi degli operatori, è uscito dall’angolo in cui era finita a gestire il proprio declino semplicemente aspettando la fine. Visto che i big del trasporto marittimo si affidano a flotte sempre più grandi, fino a poco tempo fa gli operatori guardavano al porto di Livorno sapendo che presto si sarebbe arrivati a usare navi grandi quanto basta per non poter entrarvi. Conseguenza: chi c’è prepara la fuga, chi non è cliente gira al largo.

Finché non si avrà la maxi-Darsena i limiti fisici resteranno, ma si è data prova di reattività. E i limitati aggiustamenti possibili sono stati comunque in grado di far entrare non più solo le navi da 6.000 teu ma anche quelle da 7.000.

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Siamo tornati ai dati ante-crisi, confermano dal quartier generale Tdt. Ma con una doppia differenza sostanziale rispetto a quel che accadeva sette anni fa. L’una riguarda il fatto che nel 2008 quasi il 30% dei traffici arrivavano dall’Estremo Oriente: oggi questa quota è modestissima, segno che potrebbe esserci un rilevante margine di ulteriore miglioramento. L’altra ha a che vedere con la significativa percentuale di trasbordi: dipende dal fatto che, spiegano da Tdt, Zim ha fatto di Livorno un tassello-chiave nella propria geografia come polo di smistamento.

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