La storica sagra dei baccelli sfrattata da via di Salviano
Dopo oltre un secolo il Comune la sposta in via dei Pelaghi per motivi di sicurezza. Il comitato organizzatore lascia. E i produttori agricoli annunciano: non ci saremo
LIVORNO. Dopo oltre un secolo il Comune ha deciso di spostare da via di Salviano la storica sagra dei baccelli: domenica i banchi dell’edizione numero 123 saranno posizionati per la prima volta in via dei Pelaghi, mentre via di Salviano resterà aperta al traffico. Ma per protestare contro questa decisione, il comitato che riunisce commercianti e associazioni, e che dal 2011 coordina la festa, ha deciso di non partecipare. E lo stesso faranno gli imprenditori agricoli della Cia (la Confederazione italiana agricoltori). Con il paradossale risultato che alla sagra dei baccelli non ci saranno i banchetti dei produttori di baccelli.
«Serve la corsia d’emergenza». Nella delibera 119 della giunta si spiega che Palazzo Civico ha deciso di spostare la sagra da via di Salviano «in via sperimentale» per motivi di sicurezza: qui infatti «non appare possibile realizzare una corsia di emergenza per consentire il passaggio di mezzi di soccorso e vigili del fuoco». E sempre considerando «le indicazioni arrivate dalla protezione civile circa l’obbligatorietà di realizzare una corsia di emergenza», anche per la Fiera di Sant’Antonino cambierà qualcosa: 17 posti saranno spostati da via Provinciale Pisana a via Garibaldi.
«Ma è rottura con la tradizione». Per via di Salviano, anche se il trasloco è solo di poche decine di metri, è scoppiata la protesta. Perché? «Siamo venuti a conoscenza di questa decisione per caso, a febbraio, da alcuni commercianti», ha premesso ieri Francesca Silvestri dai locali del circolo Carli, presieduto da Fabio Altini. Silvestri è la presidente dell’associazione “comitato organizzatore eventi culturali Salviano e dintorni” di cui – spiega – fanno parte «oltre a singoli cittadini, associazioni e realtà del territorio come Pieve di San Martino, Ceis, Cngei, The Cage, circolo Carli, commercianti: dal 2011 promuoviamo e coordiniamo la programmazione della sagra». Ma «la decisone di spostare gli ambulanti – dice – è stata presa senza alcun vero coinvolgimento del comitato e della cittadinanza e porta a una rottura netta con la tradizione, privando la festa del suo valore originario». «Ricordiamo – chiosa – che la sagra, arrivata alla 123ª edizione, è nata in via di Salviano come festa di ringraziamento per il raccolto, e unisce la tradizione agricola e popolare a una delle chieste più antiche di Livorno». «In questi anni – entra nel merito – abbiamo lavorato perché non fosse solo un grande “mercatino del venerdì”: abbiamo messo in piedi attività già dal giovedì per incrementare la partecipazione (musica, spettacoli, mostre) e ci siamo impegnati per dare vita a un’area, in via della Vecchia Chiesa di Salviano, riservata alle associazioni e alle aziende agricole. Abbiamo riportato i baccelli alla sagra dei baccelli».
A fine febbraio, venuti a conoscenza delle intenzioni del Comune, i rappresentanti del comitato hanno scritto al sindaco. «Un mese e venti giorni dopo – spiega Silvestri – siamo stati convocati dagli uffici. Ci hanno detto che i mezzi di soccorso avrebbero avuto problemi ad arrivare in via di Salviano. Eppure gli altri anni potevano raggiungerla da cinque punti diversi». La lamentela è questa: spostando i banchi, l’area di via della Vecchia Chiesa (riservata ad associazioni e agricoltori) risulterebbe staccata dal resto e non ci sarebbero più i parcheggi né in via dei Pelaghi né dietro al campo di calcio (dove domenica è in programma un torneo).
«Per via di Salviano senza i bus c’è da pagare il Ctt». «Così – spiega Silvestri – abbiamo chiesto al Comune di chiudere al traffico almeno parte di via di Salviano: l’assessore Paola Baldari, che abbiamo incontrato, ha cercato di venirci incontro, ma ha detto che il Ctt avrebbe voluto soldi per deviare le corse dei bus. Allora come faranno per le altre feste, da Colline a Effetto Venezia?». Dal Ctt confermano: «Per contratto dobbiamo chiedere di essere retribuiti in caso di variazioni, è sempre stato così». Circa 500 euro per spostare le 50 corse dei festivi.
«Non partecipiamo». «Siamo tutti volontari – conclude Silvestri – e non ci sembra giusto darci tanto da fare per una festa che così perde il suo significato. Non organizzeremo alcuna attività, sperando che il prossimo anno si torni a dare unicità alla festa. Domenica ci saranno solo i banchi commerciali».
I produttori agricoli si chiamano fuori. Nell’area della chiesa (c’è una delibera del Comune, la 164, di pochi giorni fa) erano previsti tra i 5 e i 10 posti per la fiera promozionale degli imprenditori agricoli. «Ma le aziende agricole – conferma Roberto Pagni – non ci saranno: abbiamo fatto di tutto per far rivivere la tradizione, ma è venuto a mancare il coinvolgimento. E pensare che quest’anno c’erano anche tanti baccelli». «Senza intrattenimento, lontani dai banchi e con in mezzo la via aperta al traffico – ha confermato ieri Tamara Bottoni (Cia) – saremmo stati a rischio flop». Così, in assenza dei produttori, a vendere i baccelli potrebbero essere alcuni negozi della zona.
A rischio la gara ciclistica. E ora anche la gara ciclistica legata alla sagra è a rischio. «Da 41 anni – dice il volto del gruppo sportivo Carli La Variante, Luciano Nannipieri – organizziamo la gara nazionale. Prima, attraverso la circoscrizione, il Comune ci dava le transenne, ma ieri dallo staff dell’assessore allo sport ci hanno detto che il Comune non può darci niente e che dovremmo pagare 800 euro. Il volontariato è un grande valore, non si può trattare così».
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