Il Tirreno

Livorno

Keith, il nonno degli One Direction in vacanza in città

Keith Tomlinson, nonno di Louis degli One Direction, ospite a Livorno di Patrizia Salutij
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Keith Tomlinson, nonno di Louis degli One Direction, ospite a Livorno di Patrizia Salutij

Keith Tomlinson, nonno paterno di Louis Tomlinson, uno dei leader della boyband, è ospite di un'amica qui in città

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LIVORNO. La notizia è di quelle che fanno sussultare le ragazzine in città – chissà perché (se lo chiede anche lui, ma sa che è così). Con 388.000 follower su Twitter, è in vacanza a Livorno, ospite di un’amica (la professoressa d’inglese Patrizia Salutij, collaboratrice anche del nostro inserto satirico “La Tracina”), Keith Tomlinson, pacato e distinto signore inglese del South Yorkshire, insegnante della scuola elementare in pensione, famoso, però, per essere il nonno paterno di Louis Tomlinson, uno dei leader degli “One Direction”, la boyband, lanciata 5 anni fa dall’edizione inglese di X-Factor e che ha conquistato in brevissimo tempo la scena mondiale, sbaragliando ogni record di vendita sul mercato discografico. L’occasione è ghiotta per scambiare due parole col “celebre” nonno, divertito dal successo indiretto del quale sta godendo (le fan del nipote lo seguono per essere “close to Louis”, più vicine a Louis) a proposito di come è cambiata la sua vita col nipote divenuto, nel giro di poche settimane, una star mondiale. “Per me, Louis”, parte in quarta Keith, “è uno dei miei 5 nipoti, niente di più. Quando lo incontro, quando mi viene a trovare, a casa mia, gli chiedo di lasciare la popstar fuori di casa e lui lo fa, perché è una persona buona, genuina: l’immagine pubblica scompare e Louis torna il Louis di sempre, un grande appassionato di calcio”.

Ma la vostra vita è cambiata? “Certo. Da vederlo tutti i giorni (lo portavo agli allenamenti io, con la mia macchina), a non vederlo quasi mai, per cinque anni. Da quando è entrato a X-Factor, in pratica, non è più tornato a casa. E’ stato aspirato dal vortice degli eventi. Quando c’è stato il funerale di sua nonna, mia moglie Margareth, quindici mesi fa, la cosa più difficile è stata tenere segreta la notizia, con la data e l’ora della funzione, perché avevamo paura di essere assediati da migliaia di fan in delirio in un momento così triste e delicato”.

Gli chiediamo se ha una sua canzone preferita della band del nipote. Mr. Tomlison cerca sull’Ipad e ci fa leggere dei versi. Gli occhi di Keith si fanno lucidi. Sono le parole di “Half a heart”. “Le abbiamo ascoltate in chiesa al funerale di Margareth”. Che vita fa suo nipote? “Difficile a spiegarsi. Piena di impegni. Molte costrizioni. Una vita molto obbligata, assurdo dirlo, ma è così. L’unico momento in cui sono davvero liberi, forse, è durante i concerti, mentre cantano. Adesso sono in studio per il nuovo album. Mi ricordo di una foto famosa, con il gruppo che si affaccia da una finestra di un albergo sulla spiaggia di Copacabana e lui che mi scrive: ‘Magnifica, nonno, vero? Peccato che noi non possiamo andarci’. Consiglierà agli “One Direction” di passare da Livorno? (Keith ride) “Me lo chiedono spesso. Anche su Twitter, mi scrivono: ‘Dì al gruppo di venire in Russia’, ‘Digli di venire a Melbourne’… Ma per questo dovete chiedere a Simon (Cowell, ndr), il loro manager”.

Claudio Marmugi

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