Piccini al lavoro per Lucarelli
L’ex numero uno della Porto 2000 diventa presidente onorario e Unicoop Impresa cambia nome
LIVORNO. Si apre una nuova stagione per la vita professionale di Roberto Piccini sulle banchine: sarà una sorta di presidente onorario della società portuale di Cristiano Lucarelli, ex bomber amaranto ora diventato allenatore.
L’ingresso di Piccini sarà accompagnata dal cambiamento della denominazione: non più Unicoop Impresa com’è adesso, nel giro di pochi giorni diventerà “Lucarelli Terminal Livorno”. Al timone dell’azienda («siamo partiti in otto, ora conta una quarantina di addetti»), i due Lucarelli: Cristiano come presidente e il padre Maurizio come amministratore delegato (più, appunto, Piccini).
Roberto Piccini torna in campo nel suo mondo, quello del porto, dopo che alla fine dello scorso anno l’Authority e la Camera di Commercio avevano deciso di sostituirlo al vertice della Porto di Livorno 2000, la società pubblica che gestisce il terminal crociere e traghetti (ed è in via di privatizzazione). Al di là del flop del traffico delle love boat negli ultimi due anni, Piccini era stato rimpiazzato anche per via degli orientamenti sulla cessione delle quote della Porto 2000, non tanto in linea con quelli di Palazzo Rosciano: tant’è vero che a prenderne il posto è stato mandato il numero due dell’Authority, Massimo Provinciali.
Piccini era stato nominato alla presidenza della Porto 2000 nel marzo 2011, due mesi dopo aver lasciato l’Autorità Portuale nelle mani di Giuliano Gallanti inviato da Roma come commissario (e poi nominato presidente). L’incarico alla testa dell’Autorità Portuale gli era stato affidato nel 2006. Basta risalire un po’ più indietro nel tempo per ricordare che metà della sua vita l’ha però passata nella Compagnia portuale: vi era entrato nel ’74 quando il leader era il padre Italo, quindici anni più tardi ne aveva preso da lui le redini e per quasi 17 anni aveva retto le sorti del Palazzo di via San Giovanni.
Ora il passaggio ad un’altra coop del porto. «Ci aspettiamo che metta in quest’avventura professionale l’esperienza che ha maturato e la rete di relazioni che ha, aiutandoci magari a dialogare con l’Autorità portuale meglio di quanto avviene adesso», dice Cristiano Lucarelli segnalando che «a Roberto mi lega un’amiciza che parte dal ’91».
L’ex attaccante amaranto sottolinea che, avendo intrapreso la carriera da allenatore, non può essere presente come vorrebbe in azienda, «c’è bisogno di qualcuno che dia una mano a mio padre».
Le prospettive dell’azienda? Lucarelli mette l’accento sul fatto che «abbiamo trattative a buon punto per alcuni contratti importanti»: fra questi, cità un’alleanza «con Nieddu sul fronte della logistica».
Il terminal della famiglia Lucarelli ha in portafoglio un rilevante collegamento con la Libia: è un’area caldissima dal punto di vista geo-politico ma – tengono a precisare dal quartier generale dell’impresa – «noi abbiamo continuato a operare anche in questa fase molti difficile».
È in ballo un traffico di rotabili usati, ad esempio: ma a giudizio di Cristiano Lucarelli la sponda mediterranea dell’Africa potrebbe rappresentare un orizzonte di sviluppo di tutto rispetto a livello internazionale, qualora le tensioni si rasserenassero. (m.z.)
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