Il Tirreno

Livorno

Non pagano Iva per 660.000 euro sigilli alle case di due imprenditori

di Lara Loreti

Operazioni della Guardia di finanza: sequestri preventivi di due immobili alla Scopaia e a San Jacopo Nei guai gli amministratori di una grossa ditta di raccolta rifiuti e di una concessionaria di auto

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LIVORNO. Non versano l’Iva per 660mila euro. E la Finanza sequestra le loro case. Due imprenditori livornesi sono finiti nel mirino delle fiamme gialle per non aver pagato l’Iva e alcune ritenute previdenziali nell’ambito delle operazioni che riguardano le proprie aziende.

Si tratta del legale rappresentante di una grossa ditta di raccolta di rifiuti, un livornese di 68 anni, e dell’ amministratore di una nota concessionaria di auto, anche lui livornese, di 59 anni. Al primo è stato sequestrato l’appartamento di famiglia, che si trova alla Scopaia: otto vani per 130 metri quadri. Al secondo la casa in zona San Jacopo, sei vani, per un totale di 90 metri quadri. Il mancato pagamento ha comportato per i due anche una doppia denuncia penale per omesso versamento di Iva e di ritenute certificate (articoli 10 bis e ter del decreto legislativo del 2000). Le case sigillate sono quelle dove i due vivono con le proprie famiglie: il sequestro è preventivo e quindi loro possono continuare ad abitarci.

Gli investigatori non hanno fornito le generalità delle persone coinvolte né i nomi delle aziende che sono state definite “importanti società”.

I sequestri preventivi sono stati eseguiti nelle scorse settimane dai militari del Nucleo tributario delle fiamme gialle, coordinato dal comandante Maurizio Querqui, che hanno eseguito i provvedimenti emessi dall’autorità giudiziaria. L’obiettivo è recuperare i soldi delle tasse non pagate: in questi casi, in caso di processo e di condanna, le case, sequestrate preventivamente, vengono confiscate.

L’operazione delle fiamme gialle è scattata in seguito a un controllo dell’Agenzia delle Entrate. Sono stati gli addetti al controllo amministrativo a scoprire i mancati pagamenti. Solo in una fase successiva sono subentrati i militari della Finanza, che si sono messi al lavoro per ricostruire le disponibilità finanziarie e la situazione patrimoniale dei beni riconducibili agli indagati. Ed ecco che, eseguiti gli accertamenti, gli investigatori hanno individuato i beni mobili ed immobili che sono stati sottoposti la vincolo cautelativo, per un importo corrispondente alle somme evase.

Le due operazioni rientrano in una più ampia serie di verifiche che negli ultimi sette mesi hanno coinvolto in tutto 18 persone, colpite da altrettanti decreti di sequestro preventivi disposti dal tribunale per mancati versamenti di Iva e di ritenute previdenziali. Tutti casi individuati dall’Agenzia delle Entrate, tra il 2007 e il 2011, nei confronti di altrettanti contribuenti. Si tratta di cinque ditte individuali e tredici società di capitali. I controlli continueranno nei prossimi mesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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