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Speciale satira - Difendiamo il diritto di opinione
Si apre a Forte dei Marmi la mostra sulla satira intitolata "Inchiostro coraggioso"
La satira - almeno quest'anno - parla francese e lo fa con il cuore rattristato. Chi fa satira e umorismo ha visto colpita la propria libertà, quella di dire in faccia a qualsiasi potente una verità scomoda, magari facendo ridere quel "popolo utile, paziente e bastonato", come diceva Domenico Guerrazzi, che suo malgrado ormai sopporta un po' di tutto. Dei fatti di Parigi del 7 gennaio scorso, ormai si sono scritti fiumi di inchiostro, che sebbene non pareggino mai quello di sangue, impongono di andare avanti e di guardare al futuro.
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Il Museo della Satira e della Caricatura di Forte dei Marmi, dedica in questi giorni al tema dell'intolleranza una bella mostra corale - "Inchiostro Coraggioso" - che ha visto tanti disegnatori italiani e francesi uniti per dire no a ogni violenza e sì alla liberà di opinione e di satira. E alla prossima edizione del Premio Satira Politica sarà assegnato un riconoscimento a chi si batte con serietà e costanza per il diritto di espressione, come ha chiesto il sindaco di Forte dei Marmi, Umberto Buratti, alla nostra giuria. Da sempre la nostra manifestazione ha portato in Italia disegnatori da tutto il mondo, e in moltissimi casi anche quelli che, nei loro rispettivi Paesi di origine, hanno rischiato la vita davanti a un plotone d'esecuzione come il messicano Rius o l'algerino Melouah.
Una linea che abbiamo sempre coltivato, anche negli ultimi anni, proponendo due esemplari figure di donne disegnatrici: l'egiziana Doaa Eladl e la tunisina Nadia Khiari, che all'interno del mondo islamico stanno testimoniando con coraggio e senza nessuna remora la loro battaglia politica, nel nome della libertà di espressione.
I fatti del 7 gennaio scorso che hanno riacceso, purtroppo, una eco mondiale su queste tematiche, aldilà di ogni fin troppo scontata retorica del momento, impongono, infatti, di riflettere costantemente su questi diritti. Il rischio da evitare è che sull'onda emozionale si parli solo dei fatti e delle vignette della Redazione parigina di "Charlie Hebdo" e si dimentichino poi nel medio e lungo periodo quanti operano in questa direzione da tanti anni. Per restare al concreto, questo è anche lo spirito con cui nell'immediatezza dei fatti di Parigi siamo stati tra i sostenitori della campagna "7 gennaio Giornata mondiale della Satira". Una petizione online è stata recapitata all'UNRIC, il Centro regionale di Informazione Onu all'United Nations Regional Information Center for Western Europe e all'Alto Commissariato Onu per i diritti umani per istituire, già dal 2016, questo giorno di riflessione. In tanti hanno aderito alla richiesta, disegnatori, autori italiani e internazionali, perché quell'anniversario si trasformi in una giornata di riflessione di valenza mondiale sulla libertà di esprimersi e di dissentire pacificamente attraverso la satira e la caricatura, cioè le forme più antiche e pacifiche di libertà di opinione. Sarebbe un passo avanti di civiltà, solo perché il diritto di satira è diritto di libertà.
Enrico Ceretti
è il presidente del Comitato
per il Museo della Sat. ira
di Forte dei Marmi
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